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Inter, vittoria a Cagliari ma il risultato è bugiardo: i numeri raccontano un’altra partita

Immagine del redattore: Samuele Vignati
Samuele Vignati
31 ago
Tempo di lettura: 6 min

La rete di Calhanoglu basta per conquistare la vittoria, ma i numeri evidenziano una superiorità molto più netta rispetto a quanto dica il risultato


Screenshot dal canale YouTube di DAZN
Screenshot dal canale YouTube di DAZN

L’Inter torna dalla Unipol Domus con quello che conta di più nel calcio: una vittoria e tre punti in classifica. I nerazzurri superano il Cagliari per 0-1 grazie alla solita firma di Hakan Calhanoglu, ancora una volta decisivo con una conclusione dalla distanza, e proseguono così a punteggio pieno il loro cammino in campionato.


Il risultato, però, racconta soltanto una parte di ciò che è realmente accaduto sul terreno di gioco. Perché se da una parte nessuno può mettere in discussione il valore dei tre punti conquistati in Sardegna, dall’altra è impossibile nascondere un dato evidente: l’Inter avrebbe potuto e dovuto chiudere questa partita molto prima.


La squadra di Cristian Chivu ha dominato per larghi tratti, ha costruito una quantità impressionante di occasioni e ha costretto il Cagliari a difendersi per lunghi periodi. Alla fine è arrivato soltanto un gol, trasformando una partita che sembrava completamente indirizzata verso la squadra nerazzurra in un confronto rimasto pericolosamente aperto fino agli ultimi minuti.


Calhanoglu ancora decisivo: il solito Hakan


A sbloccare la partita ci ha pensato ancora una volta lui, Hakan Calhanoglu. Il centrocampista turco sembra aver deciso di prendere per mano l’Inter fin dalle prime giornate della nuova stagione e anche alla Unipol Domus ha lasciato il proprio marchio.


Al nono minuto, dopo una manovra sviluppata dai nerazzurri, Calhanoglu ha trovato lo spazio per calciare dalla distanza e ha indirizzato il pallone nell’angolo basso, regalando all’Inter il vantaggio. È una rete che conferma una delle armi più importanti a disposizione della squadra di Chivu: la capacità di trovare soluzioni anche quando gli spazi davanti all’area diventano stretti.


Il tiro da fuori del turco è ormai una specialità della casa e, ancora una volta, si è trasformato in una risorsa decisiva. Il gol ha permesso all’Inter di giocare con maggiore tranquillità, ma soprattutto ha dato il via a una partita nella quale i nerazzurri avrebbero continuato a produrre occasioni in quantità.


I numeri spiegano tutto: 3,91 xG contro 0,48


Se il risultato finale può lasciare spazio a qualche interpretazione, i numeri raccontano una storia molto più netta. L’Inter ha prodotto 3,91 expected goals, contro appena 0,48 xG del Cagliari. Una differenza enorme, che fotografa la superiorità offensiva mostrata dalla squadra di Chivu durante l’incontro.


Non si tratta semplicemente di un possesso palla sterile o di una serie di conclusioni dalla distanza senza reale pericolosità: i nerazzurri sono arrivati più volte in zone favorevoli, hanno creato occasioni importanti e hanno costruito le condizioni per segnare molto più di una sola rete.


Anche il dato relativo ai tiri è eloquente: 31 conclusioni totali per l’Inter contro le 10 del Cagliari. Ancora più significativo il fatto che ben 25 dei tiri nerazzurri siano arrivati dall’interno dell’area di rigore. È questo forse il dato che più di tutti permette di comprendere quanto sia bugiardo lo 0-1 finale.


Venticinque tiri dentro l’area: come è possibile segnare soltanto una volta?


La domanda viene quasi naturale: come è possibile che una squadra capace di arrivare a calciare 31 volte, con 25 conclusioni dall’interno dell’area, abbia terminato la partita con un solo gol segnato? La risposta sta nella scarsa precisione mostrata dagli uomini di Chivu negli ultimi metri.


L’Inter ha costruito, ha attaccato, ha occupato la trequarti avversaria e ha trovato con continuità il modo di entrare nell’area del Cagliari, ma troppo spesso è mancata la giocata decisiva. In una partita dominata territorialmente, il secondo gol avrebbe dovuto arrivare per mettere definitivamente al sicuro il risultato. Invece, con il passare dei minuti, ogni occasione fallita ha mantenuto in vita i rossoblù.


Il calcio, però, insegna che dominare non basta: bisogna concretizzare. Ed è proprio questo l’aspetto sul quale l’Inter dovrà lavorare, perché una squadra che vuole competere su più fronti non può permettersi di trasformare una partita praticamente controllata in una gara potenzialmente pericolosa fino al fischio finale.


Il Cagliari resta in partita e l’Inter rischia nel finale


Ed è proprio qui che emerge il principale rammarico della serata. L’Inter avrebbe avuto tutte le possibilità per chiudere la partita con largo anticipo, ma non riuscendoci ha permesso al Cagliari di credere nella possibilità di trovare il pareggio.


La squadra di Fabio Pisacane, dopo aver sofferto per gran parte dell’incontro, ha provato ad alzare il baricentro nel finale e ha trovato qualche spazio in più. Il rischio, quando si lascia una partita sul risultato di 0-1, è sempre lo stesso: basta una giocata, una deviazione, una seconda palla o un episodio per rimettere tutto in discussione.


Ed è esattamente quello che è successo negli ultimi minuti, quando il Cagliari ha avuto la possibilità di mettere pressione alla difesa nerazzurra. L’Inter, dopo aver avuto per lunghi tratti il controllo totale della partita, si è ritrovata così costretta a difendere un vantaggio minimo con il cronometro ormai vicino alla conclusione.


Bisseck salva tutto: il rischio di un pareggio ingiusto


L’episodio più emblematico arriva proprio nel finale e porta la firma di Yann Bisseck. Sul tiro ravvicinato di Adopo, il difensore tedesco è riuscito a intervenire di testa e a respingere la conclusione, evitando che il pallone potesse diventare un pericolo concreto per la porta nerazzurra.


È un salvataggio che vale quasi quanto un gol perché, in quel momento, l’Inter aveva tutto da perdere. Dopo una partita nella quale i nerazzurri avevano prodotto occasioni in quantità, sarebbe stato un autentico paradosso vedere il Cagliari trovare il pareggio proprio nell’ultima parte dell’incontro. La rete dello 0-1 avrebbe potuto trasformarsi da meritata fotografia di una superiorità netta a rimpianto per le troppe occasioni fallite.


Una vittoria da non sottovalutare, ma nemmeno da archiviare senza riflettere


È importante, però, non trasformare il problema della scarsa concretezza in una bocciatura della prestazione. L’Inter ha vinto su un campo complicato, ha conquistato il secondo successo consecutivo in campionato e ha mostrato una capacità offensiva che, numeri alla mano, deve essere considerata un segnale estremamente positivo.


La squadra di Chivu ha creato tantissimo e ha concesso al Cagliari soltanto 0,48 xG, un dato che conferma quanto sia stata ridotta la produzione offensiva dei padroni di casa. Anche il primo tempo è stato praticamente a senso unico, con l’Inter capace di arrivare all’intervallo con 15 tiri contro zero. Il problema, quindi, non riguarda la capacità di creare occasioni, ma quella di trasformarle in gol.


Il dominio c’è stato, ora serve maggiore cattiveria


Ed è probabilmente questa la parola chiave dopo Cagliari: cattiveria. L’Inter deve imparare a chiudere prima le partite quando ne ha la possibilità. Perché se creare tanto è un segnale di forza offensiva, segnare una sola rete significa anche esporsi inutilmente agli imprevisti del calcio.


Una squadra può dominare per 80 minuti e poi essere punita da un episodio nell’ultimo quarto d’ora. Non è successo alla Unipol Domus, ma il rischio è stato concreto. Il salvataggio di Bisseck lo dimostra perfettamente. Ecco perché i tre punti vanno accolti con soddisfazione, ma senza ignorare ciò che non ha funzionato. L’Inter deve essere più cinica, soprattutto quando riesce a costruire occasioni nitide con questa continuità.


Lo 0-1 non deve nascondere la prestazione


Alla fine, dunque, il risultato è 0-1 e l’Inter torna a casa con sei punti dopo le prime due giornate. Questo è ciò che resterà negli almanacchi e ciò che conta maggiormente nel calcio. Ma chi ha visto la partita sa che il punteggio non racconta completamente quanto accaduto alla Unipol Domus. I 31 tiri, i 25 tentativi dall’interno dell’area e i 3,91 xG contro gli appena 0,48 del Cagliari descrivono una partita nella quale la squadra di Chivu avrebbe meritato un margine molto più ampio.


L’Inter, quindi, può sorridere per una vittoria importante e per un avvio di campionato perfetto, ma deve anche guardarsi allo specchio. Perché il dominio mostrato in Sardegna è un ottimo punto di partenza, mentre la scarsa concretezza rappresenta l’aspetto da correggere. Il calcio non premia chi crea più occasioni, ma chi segna più gol. E proprio per questo, dopo uno 0-1 che avrebbe potuto tranquillamente essere un 0-3 o un 0-4, la lezione di Cagliari è semplice: creare tanto è fondamentale, ma chiudere le partite lo è ancora di più.


L’Inter ha portato a casa i tre punti, ed è ciò che conta. Ma se vuole davvero alzare ulteriormente l’asticella, non può permettersi di lasciare in bilico fino all’ultimo una partita che, per occasioni e superiorità, aveva già ampiamente dimostrato di meritare di vincere.

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