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Inter, perché la quinta punta non sarebbe una semplice ciliegina sulla torta

Immagine del redattore: Samuele Vignati
Samuele Vignati
25 ago
Tempo di lettura: 5 min

Aggiornamento: 26 ago

Il reparto è già di alto livello, ma una punta veloce e abile nel dribbling potrebbe aggiungere una soluzione tattica fondamentale


Screenshot dal canale YouTube di DAZN
Screenshot dal canale YouTube di DAZN

L’Inter ha costruito un reparto offensivo di assoluto livello, con giocatori capaci di interpretare il ruolo di attaccante in modi differenti e di garantire a Cristian Chivu diverse soluzioni durante la stagione.


Eppure, proprio osservando con attenzione le caratteristiche degli uomini attualmente a disposizione, emerge una possibile lacuna che potrebbe diventare particolarmente importante nel corso di un’annata lunga e ricca di impegni. Il tema è quello della quinta punta, un elemento che apparentemente potrebbe sembrare soltanto un’aggiunta numerica alla rosa, ma che in realtà potrebbe avere una funzione tattica ben precisa.


Perché l’Inter, al momento, dispone di Lautaro Martinez, Marcus Thuram, Pio Esposito e Ange-Yoan Bonny, quattro attaccanti di qualità, ma con caratteristiche che in alcuni aspetti tendono a sovrapporsi. E proprio per questo motivo, aggiungere un profilo differente potrebbe rendere l’intero reparto ancora più completo.


Lautaro, Pio e Bonny: una caratteristica in comune


Partiamo da un aspetto fondamentale. Lautaro Martinez, Pio Esposito e Ange-Yoan Bonny sono giocatori diversi per caratteristiche tecniche, esperienza e modalità di interpretare il ruolo, ma hanno un elemento in comune piuttosto evidente: tutti amano venire incontro, partecipare alla costruzione della manovra, giocare con i compagni e contribuire alla creazione degli spazi.


Non significa assolutamente che nessuno dei tre sia capace di attaccare la profondità. Sarebbe una semplificazione sbagliata. Significa, più semplicemente, che non è questa la caratteristica nella quale eccellono maggiormente. Lautaro è straordinario nel legare il gioco e muoversi tra le linee, Pio Esposito possiede qualità fisiche e tecniche che gli permettono di partecipare alla manovra e Bonny può lavorare molto bene venendo incontro e associandosi con i compagni.


Sono caratteristiche preziose, ma proprio per questo rendono interessante l’idea di aggiungere qualcosa di diverso.


Thuram è l’eccezione


Nella rosa nerazzurra, il giocatore che maggiormente rappresenta l’attaccante capace di fare della profondità una delle proprie armi principali è Marcus Thuram.


La sua progressione, la velocità sul lungo e la capacità di attaccare lo spazio alle spalle della linea difensiva rappresentano una soluzione completamente diversa rispetto a quella offerta dagli altri attaccanti. Quando Thuram parte in campo aperto, l’avversario è costretto ad abbassarsi, a correre verso la propria porta e a modificare il proprio atteggiamento difensivo. Questo può aprire spazi anche per i compagni.


Il problema, dunque, non riguarda la qualità degli altri attaccanti, ma la distribuzione delle caratteristiche all’interno del reparto. Se Thuram non è disponibile, l’Inter rischia di avere meno alternative per colpire una difesa proprio attraverso la velocità e gli attacchi alle spalle.


Non è una critica ai giocatori


È importante chiarire questo concetto per evitare di trasformare un’analisi tattica in una critica ai singoli. Lautaro, Pio e Bonny possono tranquillamente attaccare la profondità e possono farlo anche con efficacia in determinate situazioni.


Il punto è un altro: se una squadra vuole essere completa, non può avere soltanto giocatori forti, deve anche avere giocatori capaci di risolvere problemi differenti. Contro una difesa bassa può servire una punta capace di dialogare nello stretto, contro una squadra aggressiva può diventare fondamentale un attaccante capace di aggredire lo spazio alle spalle dei centrali.


La forza di un reparto offensivo nasce proprio dalla possibilità di cambiare registro senza necessariamente cambiare sistema di gioco.


La quinta punta dovrebbe aggiungere velocità


Ed è qui che si trova il vero significato della possibile quinta punta. Non servirebbe semplicemente un altro attaccante da aggiungere alla rosa, ma un profilo con caratteristiche precise.


Una punta veloce, esplosiva, capace di attaccare la profondità e di creare superiorità numerica attraverso il dribbling potrebbe rappresentare una soluzione estremamente interessante. L’Inter, infatti, dispone di giocatori tecnicamente molto forti, ma non presenta una quantità particolarmente elevata di calciatori capaci di saltare l’uomo con continuità e trasformare una situazione di uno contro uno in un vantaggio immediato.


Aggiungere una punta con queste caratteristiche significherebbe inserire nel reparto offensivo un’arma che oggi è presente in misura più limitata.


Una minaccia che cambia la difesa


Avere una punta capace di attaccare costantemente la profondità potrebbe modificare anche il comportamento della difesa avversaria.


Una linea che vuole accorciare sull’Inter e portare molti uomini nella zona della palla sarebbe costretta a prestare maggiore attenzione allo spazio alle proprie spalle, evitando di alzarsi con troppa facilità e concedendo così più tempo e libertà ai giocatori nerazzurri. Allo stesso modo, quando gli avversari decidono di chiudere soprattutto centralmente, un attaccante abile nel dribbling potrebbe diventare fondamentale per rompere l’equilibrio con una giocata individuale, saltare il primo uomo e creare superiorità numerica.


In entrambi i casi, non servirebbe necessariamente segnare o creare direttamente un’occasione: basterebbe la sua presenza per costringere la difesa a modificare il proprio atteggiamento.


Un’arma preziosa soprattutto in Champions League


Il discorso diventa ancora più interessante pensando alla Champions League.


In Europa l’Inter affronta squadre che spesso dispongono di difensori estremamente veloci, aggressivi e abituati a giocare in campo aperto. Contro questo tipo di avversari, avere un attaccante capace di puntare la profondità può diventare determinante. Non tutte le difese possono essere attaccate nello stesso modo e non sempre il possesso palla o le combinazioni nello stretto sono sufficienti per creare occasioni.


In alcune partite può essere necessario costringere la linea difensiva avversaria a correre verso la propria porta. Ed è proprio in questi contesti che una punta rapida, imprevedibile e capace di saltare l’uomo potrebbe offrire all’Inter una soluzione in più.


Il vantaggio di poter cambiare partita


Una caratteristica del genere potrebbe inoltre diventare fondamentale a partita in corso.


Immaginiamo un’Inter che affronta una squadra molto compatta e che, dopo un’ora di gioco, ha bisogno di aumentare il ritmo offensivo. Inserire un attaccante veloce significherebbe poter modificare immediatamente il tipo di minaccia proposta alla difesa avversaria. Non sarebbe necessario cambiare necessariamente modulo o struttura: basterebbe avere in campo un giocatore capace di occupare zone differenti, allungare la squadra e creare duelli individuali.


La possibilità di passare da un attacco più associativo a uno maggiormente verticale rappresenterebbe un valore aggiunto enorme, soprattutto nelle partite equilibrate decise da un singolo episodio.


La quinta punta non sarebbe una semplice ciliegina


Per questo motivo definire la quinta punta soltanto come la “ciliegina sulla torta” rischierebbe di ridurne l’importanza.


La torta, per usare la stessa metafora, è già stata costruita con ingredienti di altissimo livello. Ma quella che viene considerata una ciliegina potrebbe in realtà essere una fetta della torta stessa, perché andrebbe a completare una parte importante dell’organico.


Un attaccante veloce, bravo nell’uno contro uno e capace di attaccare la profondità non sarebbe soltanto un’alternativa numerica, ma una soluzione tattica che permetterebbe all’Inter di essere più imprevedibile.


L’Inter deve poter fare male in tutti i modi


In definitiva, il tema della quinta punta non nasce dalla necessità di aggiungere un altro nome alla rosa, ma dalla volontà di completare il reparto offensivo.


Lautaro, Thuram, Pio Esposito e Bonny offrono qualità differenti e permettono già all’Inter di avere un attacco competitivo. Tuttavia, un profilo con velocità, profondità e capacità di creare superiorità numerica attraverso il dribbling potrebbe aggiungere qualcosa che oggi è meno presente. Soprattutto in Champions League, dove il livello degli avversari aumenta e ogni dettaglio può diventare decisivo, avere un’arma offensiva di questo tipo potrebbe fare la differenza.


Per l’Inter, quindi, la quinta punta non dovrebbe essere considerata un lusso da aggiungere alla fine del mercato, ma un possibile investimento tattico per rendere una squadra già forte ancora più completa, imprevedibile e difficile da affrontare.

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