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Inter, che rimpianto al Bernabéu: il Real Madrid vince, ma i nerazzurri meritavano di più

Immagine del redattore: Samuele Vignati
Samuele Vignati
3 giorni fa
Tempo di lettura: 6 min

L’Inter cade 2-1, ma gioca meglio dei Blancos: Courtois decisivo, Valverde ammette che il portiere ha “salvato” il Real


Screenshot dal canale YouTube di Sky Sport
Screenshot dal canale YouTube di Sky Sport

Si poteva mettere in preventivo di perdere al Bernabéu contro il Real Madrid. Lo si poteva fare prima ancora del fischio d’inizio, considerando la forza dell’avversario, il palcoscenico, la qualità dei singoli e la difficoltà storica di giocare nello stadio più prestigioso d’Europa.


Quello che, però, difficilmente si poteva prevedere è il modo in cui l’Inter avrebbe lasciato Madrid. Il 2-1 finale premia il Real Madrid, ma racconta soltanto una parte della partita. Perché osservando attentamente quanto accaduto sul terreno di gioco, i nerazzurri avrebbero meritato molto di più. Almeno un pareggio.


L’Inter esce sconfitta dal Bernabéu, ma lo fa dopo aver giocato una partita coraggiosa, propositiva e per larghi tratti superiore a quella dei padroni di casa. A fare la differenza sono stati soprattutto gli episodi, o meglio, gli errori individuali commessi dai nerazzurri. Due regali che contro una squadra come il Real Madrid possono costare carissimo.


Il Real Madrid ringrazia gli errori nerazzurri


La sensazione più evidente lasciata dalla partita è che l’Inter abbia finito per farsi male da sola. Il primo gol del Real Madrid arriva infatti al 14’, ma nasce da una situazione che i nerazzurri avrebbero potuto gestire diversamente.


Curtis Jones, con un passaggio all’indietro al limite, serve Bisseck, che non riesce a controllare il pallone. Un errore che permette al Real di recuperare immediatamente la sfera e di attaccare uno spazio pericolosissimo. Brahim Diaz si impossessa del pallone e serve Mbappé, che non perdona e con freddezza imbuca il pallone alle spalle di Josep Martinez per l’1-0. È il classico episodio che cambia l’inerzia di una partita contro una squadra abituata a sfruttare qualsiasi minima disattenzione.


Eppure, proprio Curtis Jones dimostrerà successivamente di essere stato capace di reagire all’errore, tornando protagonista nella partita e arrivando addirittura a colpire una traversa con una conclusione che avrebbe potuto cambiare nuovamente il risultato.


Josep Martinez, errore grave ma grande reazione


Se il primo gol nasce da una concatenazione di errori, il secondo è ancora più difficile da digerire per l’Inter. Al 23’, Josep Martinez riceve il pallone e, sotto la pressione di Valverde, decide di tentare un dribbling per uscire dal pressing. Una scelta coraggiosa, ma questa volta sbagliata. Il portiere nerazzurro non riesce a superare l’uruguaiano, che con una zampata realizza il 2-0.


In appena nove minuti il Real Madrid si ritrova avanti di due gol senza aver costruito una superiorità evidente nel gioco. Ed è proprio questo l’aspetto che deve far riflettere. L’Inter non è stata travolta dal Real: ha semplicemente pagato a carissimo prezzo due errori. Josep Martinez, tuttavia, ha avuto il merito di reagire nel modo migliore possibile.


Dopo la leggerezza commessa sul secondo gol, il portiere nerazzurro si è riscattato con tre super interventi, mantenendo in partita la squadra e dimostrando carattere. È un dettaglio importante, perché gli errori fanno parte del calcio, ma la capacità di reagire a un errore distingue spesso un giocatore destinato a crescere da uno che rischia di lasciarsi condizionare.


I numeri raccontano un’altra partita


Se ci si fermasse al risultato, si potrebbe pensare a una vittoria meritata del Real Madrid. Ma basta analizzare i numeri per accorgersi che la storia raccontata dal campo è molto diversa. L’Inter ha chiuso la partita con il 64% di possesso palla contro il 36% del Real Madrid.


Non soltanto i nerazzurri hanno tenuto maggiormente il pallone, ma lo hanno fatto con una precisione impressionante: 582 passaggi riusciti, pari al 94%, contro i 305 del Real Madrid, con una percentuale dell’87%. Numeri che testimoniano una squadra capace di costruire, palleggiare e mantenere il controllo del gioco anche nella casa di una delle formazioni più forti del continente.


Ancora più significativo è il dato relativo ai passaggi completati nell’ultima trequarti: l’Inter ne ha effettuati 244 con una precisione del 93%, mentre il Real Madrid si è fermato ad appena 68, con una percentuale del 71%. È un dato che fotografa perfettamente la capacità dell’Inter di arrivare con continuità negli ultimi metri.


Più tiri per i nerazzurri


Anche il dato relativo alle conclusioni rafforza ulteriormente la sensazione di una partita che l’Inter non avrebbe dovuto perdere. I nerazzurri hanno concluso 21 volte verso la porta avversaria, mentre il Real Madrid si è fermato a 16 tiri. Non è quindi una squadra che ha semplicemente mantenuto il possesso senza creare pericoli.


L’Inter ha attaccato, ha cercato la porta e ha costretto Courtois a una serata da protagonista assoluto. Il portiere belga ha infatti effettuato 7 parate, una in più rispetto alle 6 di Josep Martinez. Anche questo dato è emblematico: entrambi i portieri sono stati chiamati a intervenire con continuità, ma Courtois ha dovuto compiere un intervento in più per evitare che l’Inter completasse la rimonta.


I nerazzurri hanno inoltre conquistato 11 calci d’angolo contro i soli 4 del Real Madrid. Un’altra statistica che dimostra come la pressione offensiva dell’Inter sia stata tutt’altro che marginale.


Courtois salva il Real Madrid


A certificare ancora di più la prestazione dell’Inter ci sono anche le parole pronunciate da Federico Valverde al termine della partita ai microfoni di Movistar.


L’uruguaiano, autore del gol del 2-0 e premiato come MVP, non ha avuto dubbi nell’indicare il vero protagonista della serata. “Ancora non riesco a credere di aver vinto il premio come MVP. Il premio lo merita Courtois, ci ha salvati stasera”. Parole pesanti, soprattutto perché arrivano direttamente da un giocatore del Real Madrid.


Valverde, in sostanza, ha riconosciuto quello che i numeri avevano già raccontato: il Real Madrid ha vinto, ma ha dovuto affidarsi a un Courtois decisivo per conservare il vantaggio. E quando è lo stesso migliore in campo della squadra vincitrice a riconoscere che il portiere è stato determinante per salvare il risultato, diventa difficile sostenere che l’Inter sia stata semplicemente dominata o messa sotto.


Carlos Augusto riapre la partita


Al 77’ Carlos Augusto ha poi riaperto definitivamente la sfida, riportando l’Inter sul 2-1 e regalando ai nerazzurri un finale di partita nel quale il pareggio è sembrato tutt’altro che impossibile.


La rete ha rappresentato la conseguenza naturale della pressione esercitata dall’Inter per gran parte della gara. Dopo aver subito due gol nei primi ventitré minuti, la squadra nerazzurra non si è disunita e ha continuato a giocare secondo la propria identità. Il 2-1 ha certificato una reazione importante, ma non è bastato per completare la rimonta.


Il Real Madrid ha resistito fino al triplice fischio, portando a casa tre punti preziosi, mentre l’Inter ha dovuto fare i conti con il rammarico di aver costruito abbastanza per uscire dal Bernabéu con un risultato diverso.


L’Inter deve trasformare questa sconfitta in una lezione


Ed è proprio questo il punto dal quale l’Inter deve ripartire. La sconfitta contro il Real Madrid non deve essere interpretata come un ridimensionamento, perché la prestazione ha dimostrato che i nerazzurri possono giocarsela anche contro una delle grandi favorite della Champions League.


Ma allo stesso tempo non può essere ignorato ciò che ha determinato il risultato. In Europa, soprattutto contro avversari di questo livello, non è possibile regalare gol. L’Inter ha dimostrato di avere qualità, personalità e capacità di creare occasioni, ma ha anche dimostrato che due errori possono cancellare in pochi minuti tutto il lavoro costruito durante una partita.


Il passaggio sbagliato che ha portato al primo gol e il dribbling fallito da Josep Martinez hanno consegnato al Real Madrid un vantaggio che, alla luce dei numeri complessivi, appare quasi paradossale.


A testa alta, ma con un messaggio chiarissimo


L’Inter torna dunque dal Bernabéu sconfitta, ma non ridimensionata. Anzi, per certi versi esce rafforzata nella consapevolezza di poter affrontare il Real Madrid alla pari sul piano del gioco. Il problema è stato tutto ciò che è successo dall’altra parte del campo: due errori, due regali, due gol.


Il 2-1 lascia quindi grande rammarico, perché l’Inter avrebbe meritato almeno il pareggio, ma deve anche diventare una lezione preziosa. In Champions League non basta giocare bene: bisogna essere impeccabili nei momenti decisivi. Contro il Real Madrid i nerazzurri hanno dimostrato di poter competere, ma si sono anche fatti male da soli.


Ed è proprio questo l’aspetto da correggere immediatamente. Perché se questa Inter riuscirà a eliminare dalla propria partita regali come quelli del Bernabéu, allora potrà davvero guardare avanti in Champions League con la consapevolezza di poter affrontare chiunque. La sconfitta fa male, ma il messaggio è chiaro: l’Inter può perdere contro il Real Madrid, ma non può essere lei stessa a regalargli la vittoria. Che questa notte serva da lezione.

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