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Perisic all’Inter? Il fascino del passato non deve condizionare il futuro

  • Immagine del redattore: Samuele Vignati
    Samuele Vignati
  • 14 lug
  • Tempo di lettura: 5 min

Aggiornamento: 5 ago

Il croato resta un campione assoluto, ma affidargli la fascia di Dumfries a quasi 38 anni sarebbe un rischio difficile da giustificare



Nelle ultime ore il nome di Ivan Perisic è tornato a circolare con forza attorno all’Inter.


Tra addetti ai lavori, opinionisti e tifosi c’è chi vede nel croato il profilo ideale per rinforzare la fascia destra dopo la partenza di Denzel Dumfries. Una suggestione che inevitabilmente accende la nostalgia, perché Perisic rappresenta uno dei protagonisti dello scudetto di Antonio Conte e uno degli esterni più completi che abbiano vestito la maglia nerazzurra negli ultimi dieci anni.


Il suo ritorno avrebbe senza dubbio un fascino particolare. Parliamo di un calciatore che conosce perfettamente l’ambiente, che ha già dimostrato di poter interpretare il ruolo di quinto di centrocampo e che, nonostante l’età, arriva da due stagioni di altissimo livello con il PSV Eindhoven. Eppure, quando si analizza un’operazione di mercato, bisogna mettere da parte i sentimenti e concentrarsi esclusivamente sulla sostenibilità tecnica ed economica.


Il ritorno sfiorato durante il mercato di gennaio


Che tra Perisic e l’Inter ci fosse ancora un filo mai realmente spezzato non è una novità. È stato lo stesso esterno croato a confermare, durante il Mondiale con la sua Croazia, che a gennaio il ritorno in nerazzurro era stato davvero a un passo. Il PSV, però, decise di trattenerlo, impedendo la conclusione dell’operazione.


Successivamente Perisic ha anche lanciato un messaggio piuttosto chiaro alla dirigenza interista: “Se mi vogliono, sanno dove trovarmi”.


Parole che inevitabilmente hanno riacceso il dibattito. Del resto, quando un giocatore del suo spessore apre così chiaramente alla possibilità di tornare, è normale che il suo nome finisca immediatamente tra quelli accostati all’Inter.


Una seconda giovinezza che merita rispetto


Sarebbe ingiusto minimizzare ciò che Perisic ha fatto negli ultimi due anni. Dopo la difficile parentesi vissuta tra Tottenham e Hajduk Spalato, il croato ha ritrovato brillantezza al PSV, tornando a essere decisivo sia in Eredivisie sia in Champions League. Ha dimostrato ancora una volta una professionalità fuori dal comune e una capacità atletica che pochi giocatori della sua età possono vantare.


La sua carriera, inoltre, racconta di un calciatore capace di reinventarsi più volte. Nato come esterno offensivo, è diventato un perfetto quinto di centrocampo grazie ad Antonio Conte, trasformandosi in uno degli interpreti migliori del ruolo. Nessuno mette in discussione il valore assoluto del giocatore.


Ma sostituire Dumfries è tutta un’altra storia


Proprio per questo bisogna evitare di confondere il valore del calciatore con il tipo di operazione di cui oggi avrebbe bisogno l’Inter.


I nerazzurri hanno perso Denzel Dumfries, uno dei giocatori più determinanti delle ultime stagioni. Al di là dei numeri, l’olandese garantiva una fisicità devastante, una continuità di corsa impressionante e una capacità unica di attaccare la profondità. Era uno dei pochi esterni in Europa in grado di incidere con gol, assist e presenza costante negli ultimi trenta metri.


Pensare di sostituire un giocatore con queste caratteristiche con Ivan Perisic, che a febbraio compirà 38 anni e che nella quasi totalità della sua carriera ha giocato prevalentemente sulla corsia sinistra, sarebbe una scelta difficile da comprendere.


Non sarebbe una bocciatura nei confronti del croato. Sarebbe semplicemente una valutazione logica sulle esigenze attuali dell’Inter.


Il Perisic jolly sarebbe un’altra cosa


Diverso sarebbe il discorso se Perisic arrivasse con un ruolo differente.


Se dovesse verificarsi una cessione capace di aumentare ulteriormente il budget del mercato, magari quella di Luis Henrique, allora il croato potrebbe rappresentare un’aggiunta estremamente intelligente alla rosa. La sua duttilità gli permette infatti di giocare sia a sinistra sia a destra, offrendo esperienza, qualità tecnica e personalità in più competizioni.


In questo scenario avrebbe perfettamente senso. Un giocatore capace di alternarsi ai titolari, di dare respiro durante una stagione lunghissima e di essere decisivo nei momenti importanti. Sarebbe il classico jolly di lusso che ogni grande squadra vorrebbe avere.


Ma immaginarlo come il nuovo titolare della fascia destra è un ragionamento completamente diverso.


L’età e il precedente del Tottenham non possono essere ignorati


C’è poi un altro aspetto che non dovrebbe essere sottovalutato.


È vero che Perisic è tornato in una condizione fisica eccellente e ha dimostrato di essersi lasciato alle spalle i problemi degli ultimi anni, ma non bisogna dimenticare che nel settembre del 2023, durante la sua esperienza al Tottenham, subì la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro, un infortunio gravissimo che avrebbe potuto compromettere definitivamente la sua carriera.


La sua straordinaria ripresa merita soltanto applausi, ma resta comunque un elemento da considerare quando si programma il futuro di una squadra che vuole competere ai massimi livelli.


Affidare una corsia così importante a un giocatore che si avvicina ai 38 anni e che arriva da un precedente di questo tipo rappresenterebbe inevitabilmente un rischio.


Anche l’aspetto economico merita una riflessione


C’è poi una valutazione che riguarda il mercato.


Perisic non è un parametro zero. Ha ancora un anno di contratto con il PSV e, dopo l’ottimo Mondiale disputato con la Croazia e le eccellenti stagioni vissute in Olanda, il club olandese avrebbe tutte le ragioni per chiedere un indennizzo significativo per lasciarlo partire.


Ed è qui che nasce la domanda più importante. Ha davvero senso investire una cifra importante per acquistare un calciatore che, pur fortissimo, avrà quasi 38 anni durante la stagione?


Probabilmente no. Perché ogni euro investito oggi dovrebbe essere indirizzato verso un profilo che possa rappresentare il presente ma anche il futuro dell’Inter.


Fiducia nella strategia della società


La sensazione è che la dirigenza abbia ormai una linea molto precisa. La proprietà ha indicato una strada fatta di investimenti sostenibili, giocatori ancora nel pieno della carriera o comunque con margini di crescita e operazioni che possano avere anche un valore patrimoniale.


Per questo motivo si fatica a immaginare che la soluzione scelta per raccogliere l’eredità di Dumfries possa essere Ivan Perisic.


Se invece il croato dovesse diventare un’opportunità di mercato da cogliere per completare la rosa, il discorso cambierebbe completamente. La sua esperienza, il suo carisma e la sua duttilità sarebbero risorse preziosissime.


Ma le fondamenta della nuova Inter, soprattutto in un ruolo delicato come quello dell’esterno destro titolare, dovranno poggiare su un giocatore giovane, forte, nel pieno della maturità atletica e perfettamente in linea con le strategie della proprietà.


La nostalgia è una componente bellissima del calcio, ma non può diventare il criterio principale con cui costruire una squadra che vuole continuare a vincere. Perisic resterà sempre uno dei grandi protagonisti della storia recente nerazzurra, ma il futuro dell’Inter, almeno sulla fascia destra, dovrebbe seguire una direzione diversa.


Resta la fiducia nella società, nella convinzione che saprà individuare il profilo più adatto: un giocatore capace di garantire qualità nell’immediato e prospettive importanti per il futuro.


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