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Pavard, il destino non è ancora scritto: c’è un precedente che fa sperare l’Inter

  • Immagine del redattore: Samuele Vignati
    Samuele Vignati
  • 21 ore fa
  • Tempo di lettura: 6 min

Dopo il ritorno in nerazzurro, il francese si trova davanti a un bivio già vissuto da un altro protagonista della storia recente dell’Inter



Nel calcio esistono percorsi che, a distanza di anni, sembrano ripetersi quasi alla perfezione. Situazioni differenti, protagonisti diversi, ma con una struttura che ricorda incredibilmente il passato. È proprio ciò che sta accadendo oggi con Benjamin Pavard.


Il difensore francese è rientrato all’Inter dopo la stagione trascorsa in prestito all’Olympique Marsiglia e la sua vicenda richiama inevitabilmente quella vissuta da Ivan Perisic nell’estate del 2020. Due calciatori arrivati a un bivio della loro esperienza nerazzurra, due prestiti con diritto di riscatto, due ritorni inattesi e la concreta possibilità di trasformare una separazione annunciata in una nuova occasione.


È una storia che i tifosi interisti conoscono bene, perché quella di Perisic si è trasformata in uno dei più grandi esempi di rinascita della recente storia del club. Oggi tutti si chiedono se anche Pavard possa seguire la stessa strada.


L’addio di Perisic nel 2019 sembrava definitivo


Nell’estate del 2019 Ivan Perisic sembrava ormai aver concluso il proprio ciclo all’Inter. Dopo quattro stagioni in nerazzurro, il croato non era riuscito a trovare quella continuità di rendimento che tutti si aspettavano da un giocatore del suo talento.


L’arrivo di Antonio Conte cambiò radicalmente il sistema di gioco, passando al 3-5-2, e proprio quel modulo sembrava escludere Perisic dai piani tecnici. Il croato, ala offensiva per caratteristiche, non si riteneva adatto a interpretare il ruolo di esterno a tutta fascia richiesto dal nuovo allenatore. Una posizione completamente diversa, fatta di sacrificio, corsa continua e grande attenzione difensiva.


Così, nell’agosto del 2019, arrivò la decisione di separarsi. Perisic fece ritorno in Germania, dove aveva già giocato con il Wolfsburg, trasferendosi al Bayern Monaco con la formula del prestito annuale con diritto di riscatto fissato a 20 milioni di euro. Sembrava la conclusione naturale di un’avventura ormai arrivata ai titoli di coda.


Anche Pavard ha salutato l’Inter con un prestito


A distanza di sei anni, il percorso di Benjamin Pavard presenta diversi punti di contatto con quello dell’esterno croato.


Nell’estate del 2025 il difensore francese lasciò infatti l’Inter per trasferirsi all’Olympique Marsiglia. Anche in questo caso la formula scelta fu quella del prestito oneroso, valutato intorno ai 2,5 milioni di euro, con diritto di riscatto fissato a circa 15 milioni. Attorno alla sua cessione si sono rincorse numerose indiscrezioni, tra cui quella di una presunta rottura con una parte dello spogliatoio dovuta ad atteggiamenti fuori dal campo.


Tuttavia, si è sempre trattato di voci mai confermate ufficialmente e, ancora oggi, non è noto quale sia stato il reale motivo che spinse l’Inter a prendere la decisione di privarsi di un giocatore che solo la stagione precedente era stato uno dei protagonisti della seconda stella. Al di là delle ipotesi, resta un dato concreto: Pavard lasciò Milano senza che fosse mai chiarito fino in fondo il perché della sua partenza.


Il mancato riscatto cambia completamente gli scenari


La vera somiglianza tra le due vicende emerge però al termine delle rispettive esperienze lontano da Milano.


Il Bayern Monaco, dopo il prestito, decise infatti di non esercitare il diritto di riscatto per Ivan Perisic. Allo stesso modo anche l’Olympique Marsiglia ha scelto di non acquistare definitivamente Benjamin Pavard. Due decisioni che hanno riportato entrambi alla base, restituendo all’Inter due calciatori che sembravano ormai destinati a proseguire altrove la propria carriera.


È proprio in questi momenti che spesso il calcio cambia direzione. Un ritorno che inizialmente può sembrare soltanto una formalità può invece trasformarsi nell’inizio di una storia completamente nuova. Perisic lo ha dimostrato nel modo migliore possibile. Pavard adesso ha davanti la stessa opportunità.


La svolta di Perisic è diventata storia nerazzurra


Quando Ivan Perisic tornò ad Appiano Gentile nell’estate del 2020 da campione d’Europa con il Bayern Monaco, molti immaginavano una permanenza temporanea prima di una nuova cessione. Invece accadde esattamente il contrario.


Il croato accettò la sfida proposta da Antonio Conte, si convinse definitivamente a interpretare il ruolo di esterno a tutta fascia e iniziò un percorso di crescita che lo trasformò in uno degli uomini simbolo della cavalcata scudetto. La sua applicazione tattica fu esemplare. Migliorò nella fase difensiva senza perdere la propria capacità di incidere negli ultimi metri.


Nella stagione 2020/21 totalizzò 42 presenze complessive, impreziosite da 5 gol e 5 assist, diventando un elemento imprescindibile dell’Inter che conquistò il diciannovesimo Scudetto interrompendo il dominio della Juventus. Una rinascita che pochi avrebbero pronosticato appena dodici mesi prima.


L’anno successivo Perisic diventò devastante


Se il ritorno del 2020 rappresentò la consacrazione, la stagione successiva fu quella della definitiva esplosione. Con Simone Inzaghi in panchina, Perisic riuscì addirittura a migliorare ulteriormente il proprio rendimento, dimostrando quanto fosse ormai perfettamente a suo agio nel nuovo ruolo. Le sue accelerazioni, la capacità di creare superiorità numerica e l’efficacia sia in fase offensiva che difensiva lo trasformarono in uno dei migliori esterni d’Europa.


I numeri parlano da soli: 49 presenze complessive, 10 gol e 9 assist tra tutte le competizioni. Prestazioni che confermarono come il ritorno dal Bayern fosse stato uno degli affari migliori mai realizzati dall’Inter senza spendere un euro sul mercato. Da giocatore considerato in uscita a leader tecnico e carismatico della squadra.


Fu determinante anche nella finale di Coppa Italia contro la Juventus, decisa proprio da una sua straordinaria doppietta che contribuì al successo per 4-2 dei nerazzurri dopo i tempi supplementari, confermando ancora una volta la sua capacità di incidere nei momenti più importanti della stagione.


Ora tocca a Pavard scrivere il proprio finale


Ed è proprio qui che nasce il paragone con Benjamin Pavard. Il francese è tornato all’Inter dopo il mancato riscatto da parte del Marsiglia e si ritrova davanti a una possibilità molto simile a quella che ebbe Perisic nell’estate del 2020.


Nessuno può sapere se il suo futuro sarà ancora in nerazzurro oppure se arriveranno nuove offerte di mercato. Tuttavia, qualora dovesse rimanere, avrebbe davanti l’occasione di dimostrare che la sua avventura interista non si è affatto conclusa.


La domanda che inevitabilmente accompagna questo ritorno è una sola: riuscirà a ripetere quanto fatto da Ivan Perisic dopo il rientro dal Bayern Monaco? La risposta, naturalmente, dipenderà esclusivamente dal francese.


I tifosi vogliono ritrovare il “Benji l’Interista”


In realtà ai sostenitori nerazzurri non serve nemmeno immaginare una trasformazione clamorosa. Basterebbe semplicemente rivedere il Benjamin Pavard della stagione 2023/24, quello che tanti tifosi avevano ribattezzato affettuosamente “Benji l’Interista”.


Il francese si inserì rapidamente negli equilibri della squadra di Simone Inzaghi, dimostrando personalità, qualità tecnica e una sorprendente capacità di interpretare il ruolo di braccetto destro nella difesa a tre. La sua eleganza nelle uscite palla al piede, la tranquillità con cui gestiva il possesso e l’esperienza internazionale furono elementi fondamentali nella conquista della seconda stella.


In quel campionato Pavard diede l’impressione di essersi perfettamente identificato nei valori del club e nell’ambiente interista, conquistando rapidamente il pubblico di San Siro.


La qualità non è mai stata in discussione


Se c’è un aspetto che nessuno può mettere in discussione riguarda il valore assoluto del calciatore. Benjamin Pavard possiede un curriculum che parla da solo e che pochissimi difensori possono vantare.


Con la Francia ha conquistato il Mondiale del 2018, risultando protagonista anche grazie allo straordinario gol segnato contro l’Argentina negli ottavi di finale, una delle reti più belle della storia della competizione. Con il Bayern Monaco, invece, ha vinto la Champions League nel 2020, confermandosi ad altissimi livelli nel panorama europeo.


Trionfi di questo calibro non arrivano per caso, ma sono il risultato di qualità tecniche, personalità e mentalità vincente. Per questo motivo sarebbe sbagliato pensare che un’annata meno brillante possa cancellare tutto ciò che il francese ha dimostrato nel corso della propria carriera.


L’Inter può sperare in un nuovo capolavoro


La storia del calcio insegna che non sempre un ritorno rappresenta un passo indietro. A volte è semplicemente l’inizio di un capitolo ancora più importante.


Ivan Perisic ne è stato l’esempio perfetto, trasformando un prestito che sembrava il preludio a un addio definitivo nella stagione che gli ha permesso di entrare per sempre nella storia recente dell’Inter.


Benjamin Pavard si trova oggi davanti a un bivio molto simile. Le circostanze ricordano quelle vissute dal croato, il finale però deve ancora essere scritto. Se deciderà di restare e ritroverà le motivazioni che lo avevano reso uno dei leader silenziosi della squadra campione d’Italia, l’Inter potrebbe ritrovare un difensore di altissimo livello senza dover intervenire sul mercato.


Tutto è nelle mani del francese. La qualità, l’esperienza e il talento non gli sono mai mancati. Adesso resta soltanto da capire se, proprio come fece Ivan Perisic nell’estate del 2020, anche Benjamin Pavard saprà trasformare un ritorno inatteso nella più bella rivincita della sua carriera.

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