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Inter, un allenatore vincente va supportato: il mercato ora dia risposte a Chivu

  • Immagine del redattore: Samuele Vignati
    Samuele Vignati
  • 25 giu
  • Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 10 ago

Lookman, Koné, Cancelo, Diaby e ora Palestra: il mercato non ha ancora regalato al tecnico i profili desiderati


Screenshot dal canale YouTube del Corriere dello Sport
Screenshot dal canale YouTube del Corriere dello Sport

Il calciomercato è appena iniziato, eppure tra i tifosi nerazzurri si è già diffusa una sensazione che inevitabilmente richiama quanto accaduto nelle ultime due sessioni.


Cristian Chivu si presenta alla nuova stagione forte di un risultato straordinario, un double che ha confermato la bontà del suo lavoro e la crescita di una squadra capace di imporsi in Italia con qualità, personalità e spirito di sacrificio. Proprio per questo motivo, oggi più che mai, il tecnico rumeno meriterebbe di vedere esaudite le proprie richieste.


Non si tratta di pretendere acquisti impossibili o di inseguire sogni irrealizzabili. Si tratta semplicemente di dare continuità a un progetto tecnico che ha dimostrato di funzionare. Quando un allenatore porta trofei, valorizza il gruppo e ottiene risultati superiori alle aspettative, la naturale conseguenza dovrebbe essere quella di sostenerlo sul mercato. Negli ultimi dodici mesi, però, la sensazione è che non sempre sia andata così.


Lookman e Koné, i grandi obiettivi dell’estate 2025


La scorsa estate l’Inter aveva individuato due profili in grado di alzare ulteriormente il livello della rosa. Ademola Lookman rappresentava il giocatore perfetto per aggiungere imprevedibilità, dribbling e gol negli ultimi trenta metri.


La trattativa con l’Atalanta è stata lunga, complessa e ricca di colpi di scena. I nerazzurri hanno provato ad avvicinarsi alle richieste bergamasche, ma alla fine l’operazione non è arrivata alla conclusione sperata. Diverse indiscrezioni di mercato raccontavano di un forte gradimento tecnico da parte dell’ambiente interista e di contatti concreti tra i club, senza però arrivare alla fumata bianca.


Accanto a lui c’era poi Manu Koné, centrocampista moderno, dinamico e dotato di caratteristiche che avrebbero consentito all’Inter di rinnovare gradualmente la propria mediana. Anche in quel caso le aspettative erano elevate e per settimane il nome del francese è stato accostato con insistenza ai colori nerazzurri. Alla fine, però, l’operazione non si è concretizzata e il centrocampista non è arrivato a Milano.


Due obiettivi importanti, due profili considerati funzionali alla crescita della squadra, due trattative che si sono concluse senza il risultato sperato.


Gennaio 2026 e il ritorno mancato di Cancelo


La sessione invernale avrebbe potuto rappresentare un’occasione per correggere alcune lacune e aggiungere esperienza internazionale alla rosa. Tra i nomi più discussi c’è stato quello di João Cancelo, un giocatore che conosce già l’ambiente interista e che avrebbe garantito qualità tecnica, versatilità e soluzioni offensive sulle corsie laterali.


Le notizie di mercato raccontavano di contatti concreti e di una trattativa sviluppatasi nelle prime settimane di gennaio. L’Inter ha lavorato sulla possibilità di riportare il portoghese a Milano, valutando anche formule complesse per arrivare all’accordo. Alla fine, però, l’operazione è sfumata e Cancelo non è tornato in nerazzurro.


Un epilogo che ha lasciato inevitabilmente qualche rimpianto, soprattutto considerando il profilo del giocatore e l’esperienza che avrebbe potuto mettere a disposizione del gruppo.


Anche Diaby è rimasto soltanto un’idea


Nello stesso mercato invernale era circolato anche il nome di Moussa Diaby, altro profilo in grado di aggiungere velocità, strappi e profondità al reparto offensivo. Un giocatore che per caratteristiche avrebbe ampliato il ventaglio di soluzioni tattiche a disposizione di Chivu e che avrebbe potuto garantire un contributo importante nelle rotazioni.


Anche in questo caso, però, il mercato non ha portato il risultato sperato. Le settimane sono passate, le voci si sono rincorse, ma il francese non è approdato a Milano. Alla chiusura della sessione invernale, l’Inter si è ritrovata senza due dei profili che erano stati accostati con maggiore insistenza alle esigenze tecniche della squadra.


La beffa Palestra apre il nuovo mercato


E arriviamo all’estate attuale. Il primo nome forte del nuovo corso del mercato sembrava essere quello di Marco Palestra. Giovane, italiano, già pronto per il grande salto e perfettamente compatibile con le esigenze tecniche dell’Inter.


Per settimane il club nerazzurro è sembrato in vantaggio, tanto che molti osservatori consideravano l’operazione ben avviata. Poi è arrivato l’inserimento del Chelsea. Il club londinese ha accelerato improvvisamente, presentando un’offerta economicamente superiore sia all’Atalanta sia al giocatore. Nelle ultime ore il sorpasso è diventato praticamente definitivo e l’Inter ha scelto di non rilanciare ulteriormente.


Una beffa che pesa soprattutto perché arriva all’inizio del mercato e riguarda un profilo che sembrava destinato a vestire la maglia nerazzurra.


Il momento di sostenere davvero il progetto Chivu


Naturalmente siamo soltanto a giugno e il mercato è ancora lunghissimo. Sarebbe sbagliato emettere sentenze definitive oggi. La dirigenza ha ancora tempo per intervenire, correggere il tiro e completare la rosa con innesti importanti.


Tuttavia è difficile non notare una certa continuità tra le ultime finestre di mercato. Molti degli obiettivi più discussi non sono arrivati e diverse opportunità sono sfumate proprio sul più bello. Non sempre per responsabilità della società, sia chiaro: alcune trattative saltano per motivi economici, altre per la volontà dei club proprietari dei cartellini o per l’inserimento della concorrenza. Fa parte del calcio moderno.


Ma resta la sensazione che Chivu, fino a questo momento, non abbia ancora ricevuto tutti gli strumenti richiesti per sviluppare completamente la propria idea di squadra.


Un allenatore che ha vinto merita fiducia


C’è un concetto che dovrebbe guidare ogni riflessione. Cristian Chivu non sta chiedendo credito sulla fiducia. Lo ha conquistato sul campo. Vincere un double significa entrare nella storia di una stagione e dimostrare di possedere competenze tecniche, capacità gestionali e leadership.


Per questo motivo l’augurio di tutto il popolo nerazzurro non può che essere uno: vedere la società completare il mercato nel migliore dei modi. Non conta tanto il nome del singolo acquisto quanto la capacità di consegnare all’allenatore una squadra completa, profonda e possibilmente più forte di quella che ha appena conquistato i trofei.


Le prossime settimane saranno decisive. Il mercato è ancora all’inizio e c’è tutto il tempo per trasformare le delusioni iniziali in entusiasmo. Dopo il double, però, una cosa appare chiara: Chivu merita di essere ascoltato. E merita che, al termine dell’estate, davanti a sé trovi una rosa all’altezza delle sue ambizioni e di quelle dell’Inter.


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