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Inter, il rebus degli esuberi: vendere è diventato il vero ostacolo del mercato

  • Immagine del redattore: Samuele Vignati
    Samuele Vignati
  • 15 lug
  • Tempo di lettura: 5 min

Aggiornamento: 10 ago

La dirigenza nerazzurra fatica a trasformare i giocatori considerati fuori dal progetto in risorse economiche


Screenshot dal canale YouTube La Nuova Calabria
Screenshot dal canale YouTube La Nuova Calabria

Il calciomercato dell’Inter continua a ruotare attorno a un tema che negli ultimi anni è diventato quasi un’abitudine: la difficoltà nel monetizzare dalle cessioni dei giocatori che non rientrano più nel progetto tecnico. Una situazione che, inevitabilmente, finisce per condizionare anche le operazioni in entrata, perché senza incassi significativi diventa complicato aumentare il budget a disposizione per completare la rosa.


La dirigenza nerazzurra si è spesso trovata nella condizione di dover piazzare elementi ormai ai margini del progetto, ma nella maggior parte dei casi le offerte ricevute sono state insufficienti oppure limitate a semplici prestiti. Una dinamica che ha portato il club a risparmiare sugli stipendi, ma quasi mai a incassare cifre dal cartellino dei giocatori, con la conseguenza di arrivare troppo spesso alla naturale scadenza dei contratti e perdere i calciatori a parametro zero.


I precedenti che pesano sui conti dell’Inter


Negli ultimi anni gli esempi non sono certo mancati. Marko Arnautovic, Joaquín Correa, Stefano Sensi e Roberto Gagliardini rappresentano probabilmente i casi più emblematici di una gestione che, pur alleggerendo il monte ingaggi, non ha consentito di generare plusvalenze o liquidità immediata.


Gagliardini, dopo essere progressivamente uscito dalle rotazioni, ha concluso il proprio contratto lasciando l’Inter senza alcun ritorno economico. Lo stesso destino è toccato a Sensi, centrocampista che per qualità tecniche avrebbe potuto rappresentare un patrimonio importante, ma che i numerosi problemi fisici hanno reso difficile da collocare definitivamente sul mercato.


Anche Arnautovic, arrivato con aspettative elevate per completare il reparto offensivo, non è mai riuscito a ritagliarsi un ruolo centrale nel progetto tecnico e ha terminato la propria esperienza senza generare alcun introito dalla sua cessione.


Il caso Correa, tra prestiti e addio a parametro zero


Tra le operazioni più significative c’è sicuramente quella che riguarda Joaquín Correa. Arrivato dalla Lazio con un investimento importante, l’argentino non è mai riuscito a imporsi con continuità in maglia nerazzurra, finendo progressivamente ai margini della squadra.


Per cercare di valorizzarlo e alleggerire il peso dell’ingaggio, l’Inter lo ha ceduto in prestito all’Olympique Marsiglia nell’estate del 2023. L’operazione prevedeva un trasferimento temporaneo con diritto di riscatto, ma l’avventura francese si è rivelata deludente e il club transalpino ha deciso di non esercitare l’opzione per l’acquisto definitivo. Correa è quindi rientrato a Milano senza che l’Inter incassasse alcuna cifra dal suo cartellino.


Dopo il ritorno in nerazzurro, il fantasista ha concluso il proprio contratto senza ulteriori operazioni in uscita, lasciando il club a parametro zero. Un epilogo che fotografa perfettamente le difficoltà incontrate dalla società nel trasformare un investimento importante in una risorsa economica.


Sensi, una lunga serie di occasioni mancate


Discorso molto simile anche per Stefano Sensi. Il centrocampista era stato uno dei grandi protagonisti del suo avvio di carriera all’Inter, ma i continui infortuni ne hanno inevitabilmente frenato la crescita e ridotto l’interesse delle società disposte a investire sul suo cartellino.


Nel tentativo di rilanciarlo, l’Inter ha scelto più volte la strada del prestito. Prima il trasferimento alla Sampdoria, poi quello al Monza, esperienze che hanno consentito al giocatore di trovare maggiore continuità ma che non si sono mai trasformate in una cessione definitiva. Al termine del contratto, anche Sensi ha salutato il club senza alcun incasso per le casse nerazzurre, confermando una tendenza ormai consolidata.


Prestiti utili per il monte ingaggi, ma non per il bilancio


È proprio questo l’aspetto che negli ultimi anni ha limitato la strategia di mercato dell’Inter. I prestiti hanno certamente permesso di alleggerire il monte stipendi e di liberare spazio nella rosa, ma raramente hanno prodotto entrate economiche significative.


Per una società che deve mantenere particolare attenzione all’equilibrio finanziario, la differenza tra una cessione definitiva e un semplice prestito è enorme. Incassare dieci o quindici milioni da un esubero può infatti finanziare buona parte di un nuovo acquisto oppure aumentare il margine operativo durante la sessione di mercato. Quando invece il giocatore parte soltanto in prestito e torna dopo una stagione, il problema viene semplicemente rimandato di dodici mesi.


Anche quest’estate il mercato sembra seguire lo stesso copione


La sessione di mercato attuale sembra riproporre esattamente lo stesso scenario vissuto nelle ultime estati. Diversi calciatori vengono considerati cedibili, ma trovare società disposte a soddisfare le richieste economiche dell’Inter continua a essere estremamente complicato.


I nomi maggiormente coinvolti sono quelli di Davide Frattesi, Kristjan Asllani e Benjamin Pavard. Situazioni differenti tra loro, ma accomunate dalla difficoltà nel trovare offerte ritenute adeguate dalla dirigenza nerazzurra.


Nel caso del difensore francese, inoltre, il club non considera obbligatoria la cessione. Se non dovessero arrivare proposte ritenute congrue, Pavard verrebbe infatti reintegrato senza particolari problemi all’interno della rosa, considerando il suo valore tecnico e la sua esperienza internazionale.


Frattesi resta un caso particolare


La posizione di Davide Frattesi merita un discorso a parte. Da diverse finestre di mercato il suo nome viene accostato a possibili cessioni, segno che la società sarebbe disposta ad ascoltare offerte importanti.


Eppure, nonostante le numerose indiscrezioni e gli interessamenti provenienti sia dall’Italia sia dall’estero, non sono mai arrivate proposte realmente convincenti a titolo definitivo. Molti sondaggi, tante voci, ma nessuna trattativa in grado di soddisfare contemporaneamente l’Inter e il giocatore.


È una situazione che rischia di trasformarsi nell’ennesimo tormentone estivo, con il centrocampista destinato a rimanere in bilico fino agli ultimi giorni della sessione.


Asllani tra occasioni e mercato complicato


Anche Kristjan Asllani rappresenta uno degli esempi più attuali delle difficoltà incontrate dall’Inter nel valorizzare economicamente i propri esuberi.


Il centrocampista albanese è stato ceduto nell’estate del 2025 al Torino con la formula del prestito oneroso e diritto di riscatto, operazione che avrebbe potuto trasformarsi in una cessione definitiva. Tuttavia, il club granata ha deciso di interrompere anticipatamente il prestito e Asllani si è successivamente trasferito, sempre a titolo temporaneo, al Beşiktaş, ancora una volta con opzione per il riscatto.


Anche in questo caso emerge una costante: l’Inter riesce a trovare società interessate al giocatore, ma prevalentemente attraverso formule temporanee, senza ottenere immediatamente quella liquidità che rappresenterebbe un’importante risorsa per finanziare il mercato in entrata.


La necessità di fare cassa prima degli ultimi colpi


La sensazione è che la dirigenza stia aspettando proprio una o più cessioni definitive per aumentare il margine operativo e completare la rosa con gli ultimi innesti richiesti dall’allenatore.


Negli ultimi anni il club ha dimostrato di sapersi muovere con grande creatività sul mercato, sfruttando parametri zero, prestiti e formule dilazionate. Tuttavia, per effettuare investimenti più importanti serve inevitabilmente generare nuove entrate attraverso le vendite.


È proprio qui che nasce il principale ostacolo: trovare acquirenti disposti a investire cifre considerate congrue dall’Inter per calciatori che, spesso, hanno perso centralità nel progetto tecnico oppure percepiscono stipendi elevati.


I prossimi giorni saranno decisivi


Il mercato entra ora nella sua fase più calda e molte trattative potrebbero accelerare improvvisamente. L’Inter spera di evitare quanto accaduto nelle precedenti stagioni, quando numerosi esuberi sono rimasti in rosa fino alla naturale scadenza del contratto, senza produrre alcun ritorno economico.


Le posizioni di Frattesi, Asllani e Pavard saranno probabilmente tra i temi più seguiti delle prossime settimane. Se dovesse arrivare almeno una cessione importante a titolo definitivo, i nerazzurri potrebbero finalmente incassare quel denaro fresco necessario per aumentare il budget e completare la squadra con gli ultimi rinforzi.


In caso contrario, il rischio è quello di assistere ancora una volta a un copione già visto: prestiti, trattative infinite e giocatori destinati a lasciare Milano soltanto in prestito o alla scadenza del contratto, con il solo beneficio del risparmio sugli ingaggi ma senza alcun guadagno derivante dalla vendita dei rispettivi cartellini.


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