Thuram trascina l’Inter contro la Fiorentina e manda un messaggio a Zidane

Il francese trascina i nerazzurri alla vittoria e dimostra il proprio valore nel momento più delicato, con Lautaro ai box

I tifosi dell’Inter aspettavano una risposta da Marcus Thuram dopo l’infortunio di Lautaro Martinez e, contro la Fiorentina, il francese ha dimostrato di essere pronto a raccogliere la responsabilità. In una partita che sembrava sfuggire di mano ai nerazzurri, l’attaccante si è trasformato nel protagonista assoluto della rimonta, trascinando la squadra verso una vittoria conquistata con carattere e determinazione.
Non è stato soltanto il gol del pareggio a rendere speciale la sua prestazione, ma anche l’atteggiamento mostrato per novanta minuti, tra duelli fisici, accelerazioni e una continua ricerca della giocata decisiva. Thuram ha “martellato” David De Gea dall’inizio alla fine, senza lasciarsi scoraggiare dalle occasioni fallite e dalla resistenza della difesa viola.
I numeri raccontano bene la sua insistenza: nove conclusioni complessive, quattro nello specchio della porta, tre fuori e due respinte. Una presenza costante nell’area avversaria, alimentata dalla convinzione di poter cambiare il destino della partita. Quando l’Inter aveva maggiormente bisogno di un riferimento offensivo, il francese non si è nascosto, assumendosi le responsabilità che normalmente condivide con il capitano argentino.
Il colpo da biliardo che riaccende San Siro
Il momento più significativo è arrivato al 91’, quando l’Inter sembrava ormai vicina a una sconfitta pesante per il morale e per la classifica. Thuram ha raccolto l’assist di Diouf e ha trovato il pareggio con un sinistro chirurgico, indirizzato nell’angolino basso. Una conclusione precisa, quasi da biliardo, sulla quale De Gea non è riuscito a intervenire.
Un gesto tecnico che ha premiato la perseveranza dell’attaccante e restituito fiducia a una squadra che non aveva mai smesso di crederci. La rete ha rappresentato molto più di un semplice gol. Ha certificato la capacità di Thuram di incidere anche nei momenti di massima pressione, quando lucidità e personalità possono fare la differenza.
Il francese ha unito la consueta potenza fisica a una lettura intelligente degli spazi, trasformandosi nel punto di riferimento di una squadra chiamata a reagire all’assenza del proprio capitano. E la sua serata non era ancora finita: nel recupero avrebbe trovato un altro modo per lasciare il segno.
Il rigore negato e le polemiche arbitrali
A rendere ancora più discussa la partita è stato l’episodio avvenuto al 68’, quando l’Inter era ancora in svantaggio. Thuram ha puntato Viery all’interno dell’area di rigore, riuscendo a superarlo prima di essere colpito dalla gamba destra dell’avversario. Il contatto è apparso evidente, ma l’arbitro Mariani, dopo un’iniziale decisione che sembrava orientata verso il dischetto, ha lasciato proseguire il gioco.
Il VAR, diretto da Fabbri, non è intervenuto per richiamarlo al monitor. Una decisione che ha alimentato le proteste nerazzurre. Durante l’analisi arbitrale su DAZN, Luca Marelli e Andrea Stramaccioni hanno giudicato l’intervento da calcio di rigore, sottolineando come Viery fosse in ritardo e non avesse toccato il pallone.
La valutazione ha acceso il dibattito anche per la mancata revisione al monitor, considerando la dinamica del contatto e la posizione del difensore. L’episodio avrebbe potuto cambiare anticipatamente l’inerzia della gara, evitando all’Inter di dover attendere il finale per riequilibrare il risultato. Le polemiche, però, non hanno distratto Thuram, rimasto concentrato sul campo fino all’ultimo pallone.
Dal pareggio al rigore decisivo: Thuram completa la rimonta
Nel recupero, il francese ha continuato a essere determinante, procurandosi il calcio di rigore poi trasformato da Zielinski al 98’ per il definitivo 2-1. In questa occasione, il contatto con Valdepenas ha portato al penalty che ha consegnato la vittoria ai nerazzurri.
Una risposta sul campo anche alle discussioni nate dopo l’episodio del 68’: questa volta Mariani ha indicato il dischetto, permettendo all’Inter di completare una rimonta costruita con ostinazione. Nel frattempo, le punzecchiature di Alex Jimenez, ex Milan, avevano contribuito ad accendere il clima attorno alla sfida.
Thuram ha risposto nel modo più efficace possibile, mettendo la propria firma sul risultato e spegnendo le speranze della Fiorentina. La sua prova ha confermato quanto possa diventare difficile da contenere quando riesce a combinare forza atletica, attacco della profondità e determinazione.
La migliore versione di Thuram in nerazzurro?
La prestazione contro la Fiorentina non rappresenta un episodio isolato. Anche in Champions League contro lo Shakhtar, il francese aveva dimostrato di saper sostenere il peso dell’attacco, soprattutto quando l’Inter si era ritrovata in inferiorità numerica. Due prove che raccontano una crescita importante, arrivata proprio nel momento in cui l’assenza di Lautaro richiedeva un leader capace di prendersi la squadra sulle spalle.
Quella vista a San Siro potrebbe essere la versione più completa di Thuram da quando veste la maglia nerazzurra. Non soltanto un attaccante in grado di segnare e creare occasioni, ma un giocatore capace di assumersi responsabilità, insistere nelle difficoltà e trascinare i compagni nei momenti decisivi. La sua prestazione assume ancora più valore perché arriva dopo la mancata convocazione nell’ultimo raduno della Francia da parte di Zinedine Zidane. Il campo, in questo senso, è diventato il suo modo di rispondere al commissario tecnico.
Thuram sta dimostrando di poter essere molto più di un partner offensivo per Lautaro: può diventare un riferimento assoluto anche quando il capitano non c’è. La rimonta contro la Fiorentina porta la sua impronta in ogni passaggio decisivo, dal pareggio al rigore procurato. E se questa è davvero la sua migliore versione in nerazzurro, l’Inter può guardare alle prossime sfide con una certezza in più: il francese è pronto a prendersi la scena.







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