Perché Luis Henrique può essere il vero jolly dell’Inter

Aggiornamento: 4 ott
Al Marsiglia ha brillato partendo da sinistra: riproporlo in quel ruolo potrebbe essere la chiave per sfruttarne al meglio qualità tecnica e duttilità

Il mercato estivo porta sempre con sé dubbi, opportunità e scelte che possono cambiare il volto di una squadra. Nel caso dell’Inter, uno dei temi più interessanti riguarda il futuro di Luis Henrique.
Se dovessero arrivare offerte all’altezza dell’investimento sostenuto dal club, una cessione potrebbe essere presa in considerazione. Ma se queste proposte non dovessero concretizzarsi, allora la soluzione migliore non sarebbe quella di insistere nel ruolo in cui è stato impiegato finora, bensì quella di ripensarne completamente l’utilizzo.
L’idea potrebbe essere tanto semplice quanto logica: spostare Luis Henrique sulla fascia sinistra, alternandolo con Federico Dimarco, liberando così la corsia destra per un Diouf ormai definitivamente convertito in esterno a tutta fascia. Parallelamente, Carlos Augusto potrebbe essere impiegato stabilmente come braccetto sinistro, ruolo nel quale ha già dimostrato di poter offrire solidità, qualità tecnica e ottime letture difensive.
Una scelta che permetterebbe all’Inter di valorizzare tre giocatori contemporaneamente, senza sacrificare gli equilibri della squadra.
Il precedente di Marsiglia parla chiaro
L’idea di vedere Luis Henrique a sinistra non nasce da una suggestione, ma da quanto mostrato recentemente con il Marsiglia di Roberto De Zerbi. Nella stagione vissuta in Francia, infatti, il brasiliano ha disputato gran parte delle proprie migliori prestazioni partendo proprio dalla corsia mancina, diventando uno degli uomini più in crescita della squadra. Le analisi tattiche della stagione evidenziano come abbia giocato prevalentemente sul lato sinistro, arrivando addirittura a disputare quasi tutte le sue presenze stagionali in quella posizione.
De Zerbi ha intuito che, partendo da sinistra, Luis Henrique riusciva ad esaltare maggiormente le proprie caratteristiche. Pur essendo destro naturale, non è il classico esterno che rimane incollato alla linea laterale. Ama ricevere tra le linee, stringere il campo, dialogare con i compagni e accompagnare la costruzione dell’azione con una qualità tecnica superiore alla media. È un calcio molto vicino ai principi che anche l’Inter ricerca nella costruzione dal basso.
Per questo motivo sorprenderebbe vederlo etichettato esclusivamente come esterno destro. La sua storia recente racconta qualcosa di diverso.
Una pulizia tecnica che può fare la differenza
La caratteristica più sottovalutata di Luis Henrique non è probabilmente la velocità né la capacità atletica, ma la qualità delle sue giocate.
Nel calcio moderno, soprattutto per una squadra che vuole costruire dal basso e mantenere il controllo del possesso, avere esterni affidabili tecnicamente rappresenta un valore enorme. Luis Henrique sbaglia pochi appoggi semplici, protegge bene il pallone e raramente forza giocate impossibili quando la situazione non lo richiede.
È proprio questa pulizia tecnica a renderlo un profilo particolarmente utile nelle fasi di uscita del pallone. Quando l’Inter costruisce con il braccetto, il centrale e il quinto di centrocampo coinvolti nella prima impostazione, avere un giocatore capace di offrire sempre una soluzione pulita può fare la differenza tra un’azione sviluppata con tranquillità e una palla persa in zone pericolose.
In questo senso, Luis Henrique ha già dimostrato di poter essere estremamente affidabile.
Il jolly perfetto sulle due corsie
Se dovesse rimanere all’Inter, Luis Henrique non dovrebbe essere considerato il titolare di una sola fascia, bensì un vero jolly.
La sua esperienza dimostra che può giocare sia a destra sia a sinistra, adattandosi alle esigenze tattiche della squadra. Proprio questa duttilità rappresenterebbe una risorsa importante durante una stagione lunga, fatta di campionato, coppe europee e competizioni nazionali.
Dimarco non può disputare sessanta partite mantenendo sempre lo stesso livello di rendimento. Avere un’alternativa credibile sulla corsia sinistra consentirebbe di gestire meglio le energie senza abbassare il livello qualitativo della squadra.
Allo stesso tempo, in caso di necessità, Luis Henrique potrebbe sempre tornare sulla fascia destra, garantendo una copertura completa delle due corsie esterne.
È una caratteristica che pochi giocatori della rosa possiedono con la stessa naturalezza.
Diouf può trovare definitivamente la sua dimensione
Lo spostamento di Luis Henrique avrebbe anche un’altra conseguenza estremamente interessante: liberare definitivamente la corsia destra per Diouf.
Negli ultimi mesi sono emerse con sempre maggiore evidenza le qualità dell’ex centrocampista nel ruolo di esterno a tutta fascia. La sua capacità di percorrere molti metri, unita alla forza fisica e l’abilità nell’uno contro uno, sembrano sposarsi perfettamente con le esigenze di quel ruolo.
Continuare a considerarlo un centrocampista rischierebbe quasi di limitarne le potenzialità.
L’Inter potrebbe invece accompagnarne definitivamente la trasformazione, affidandogli la fascia destra in maniera stabile. In questo modo ogni giocatore occuperebbe una posizione più vicina alle proprie caratteristiche naturali.
Carlos Augusto braccetto: una soluzione ormai matura
Anche Carlos Augusto trarrebbe beneficio da questa nuova organizzazione.
Il brasiliano ha ormai dimostrato di poter interpretare il ruolo di braccetto sinistro con grande affidabilità. Ha tempi di uscita corretti, una buona lettura difensiva e soprattutto possiede una qualità di palleggio che aiuta moltissimo la costruzione dal basso.
Da difensore laterale può accompagnare l’azione senza perdere solidità, offrendo inoltre una valida alternativa a Bastoni quando serve far rifiatare uno dei pilastri della difesa.
Con Luis Henrique davanti a lui si potrebbe creare una coppia molto interessante dal punto di vista tecnico, capace di sviluppare gioco con continuità.
L’unico vero limite da superare
Se esiste un aspetto sul quale Luis Henrique deve ancora crescere, questo riguarda soprattutto la personalità nelle giocate offensive.
La qualità tecnica non si discute. Nemmeno la disponibilità al sacrificio. Quello che talvolta gli manca è il coraggio di prendersi responsabilità nell’uno contro uno.
Capita spesso di vedere il brasiliano scegliere la soluzione più semplice invece di puntare il diretto avversario, nonostante abbia mezzi tecnici e atletici per creare superiorità numerica.
È una forma di timidezza calcistica che, probabilmente, deriva anche dalla necessità di acquisire piena fiducia nei propri mezzi.
Eppure proprio il percorso vissuto con De Zerbi dimostra quanto possa crescere quando sente la fiducia dell’allenatore e viene impiegato nel ruolo più congeniale. Il tecnico italiano ha valorizzato il suo rendimento sulla corsia sinistra, trasformandolo in uno degli uomini più positivi dell’inizio di stagione del Marsiglia.
Se riuscisse ad aggiungere maggiore convinzione nelle situazioni di uno contro uno, potrebbe davvero compiere il definitivo salto di qualità.
Una soluzione che valorizza tutta la rosa
L’Inter non ha necessariamente bisogno di rivoluzionare la propria rosa per migliorare. Talvolta basta collocare ogni giocatore nel contesto ideale.
Luis Henrique sulla sinistra rappresenterebbe un’alternativa di alto livello a Dimarco e un prezioso jolly capace di coprire entrambe le corsie. Diouf potrebbe consolidarsi definitivamente come esterno destro, sfruttando corsa e fisicità in un ruolo che sembra esaltarne le qualità. Carlos Augusto, invece, avrebbe finalmente continuità come braccetto sinistro, posizione nella quale offre garanzie sia in fase difensiva sia nell’impostazione.
Sarebbe una redistribuzione delle risorse più che una rivoluzione tattica. E forse proprio per questo potrebbe rivelarsi una delle mosse più intelligenti a disposizione dell’Inter.
Se Luis Henrique dovesse rimanere perché non arrivano offerte considerate congrue dal club, la soluzione migliore non sarebbe insistere nel cercare di adattarlo esclusivamente sulla fascia destra. Sarebbe invece riportarlo dove ha espresso il suo miglior calcio, ovvero sulla corsia sinistra. Da lì potrebbe diventare un’arma preziosa, un giocatore affidabile nella costruzione, tecnicamente pulito e tatticamente versatile, capace di garantire qualità su entrambe le fasce.
E se riuscisse finalmente a liberarsi di quella timidezza che ancora frena il suo talento nelle situazioni di uno contro uno, allora l’Inter potrebbe ritrovarsi in casa un giocatore molto più importante di quanto oggi si immagini.







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