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Leao dice di aver rifiutato l’Inter nel 2019, ma è andata davvero così?

Immagine del redattore: Samuele Vignati
Samuele Vignati
25 lug
Tempo di lettura: 5 min

Aggiornamento: 4 ott

Dall’accordo con il Lille alla priorità assoluta di Conte per Lukaku: la cronologia dei fatti ridimensiona le parole del numero 10 del Milan



Le dichiarazioni rilasciate da Rafael Leao nelle scorse ore hanno inevitabilmente riacceso una vicenda di mercato che sembrava ormai appartenere al passato. L’attaccante del Milan ha raccontato di aver detto no all’Inter nell’estate del 2019, spiegando al podcast brasiliano Podpah: «L’Inter mi voleva, ma al mio agente dissi di no, mi sono imposto anche se giocavano la Champions League. Gli dissi chiaramente che non volevo andare all’Inter».


Parole destinate a far discutere, soprattutto tra i tifosi nerazzurri, perché riportano alla mente uno dei più grandi intrecci di mercato di quell’estate. Tuttavia, quando si analizzano i fatti con attenzione, emerge una realtà decisamente più sfumata rispetto a quella raccontata dal numero 10 rossonero.


Dire che Leao rifiutò l’Inter è una semplificazione che non rende giustizia a ciò che accadde realmente. La cronologia degli eventi racconta infatti una storia diversa, nella quale fu soprattutto l’Inter a cambiare strategia, lasciando cadere un’operazione che era realmente molto vicina alla conclusione.


L’estate del 2019 e la rivoluzione firmata Conte


Per comprendere davvero quella vicenda bisogna tornare all’estate del 2019, la prima di Antonio Conte sulla panchina nerazzurra. L’Inter stava costruendo una squadra completamente nuova, con investimenti importanti e una precisa idea tattica. L’obiettivo numero uno era Romelu Lukaku, considerato dal nuovo allenatore il centravanti perfetto per il suo sistema di gioco.


Arrivare al belga, però, si rivelò tutt’altro che semplice. Il Manchester United continuava a fare muro, la Juventus tentava il sorpasso inserendo Paulo Dybala nella trattativa e ogni giorno sembrava poter cambiare gli equilibri della negoziazione. In quel contesto la dirigenza nerazzurra, guidata da Beppe Marotta e Piero Ausilio, iniziò inevitabilmente a valutare alternative concrete.


Tra queste c’era proprio Rafael Leao, giovane talento del Lille reduce da una stagione che aveva attirato l’attenzione di numerosi club europei. L’Inter non si limitò a un semplice sondaggio: il club lavorò realmente sull’operazione, arrivando molto vicino a chiudere l’accordo con la società francese.


L’accordo con il Lille era praticamente fatto


Questo è probabilmente il dettaglio più importante dell’intera vicenda. Piero Ausilio, nel 2024, ha confermato pubblicamente ciò che per anni era rimasto soltanto un retroscena di mercato.


Il direttore sportivo dell’Inter ha spiegato che il club aveva raggiunto molto rapidamente un’intesa con il Lille durante un incontro svoltosi a Londra. Non si trattava quindi di una semplice manifestazione d’interesse, ma di una trattativa concreta e avanzata. L’Inter aveva individuato in Leao un profilo ideale per età, prospettive e margini di crescita e aveva trovato un’intesa con il club francese. Una situazione che dimostra come il portoghese sia stato davvero a un passo dal vestire la maglia nerazzurra.


Non è dunque corretto sostenere che il Milan abbia battuto l’Inter sul mercato dopo una lunga sfida. Piuttosto, il Milan approfittò di uno scenario che cambiò improvvisamente quando l’Inter modificò le proprie priorità.


La priorità assoluta aveva un nome: Romelu Lukaku


La vera svolta arrivò quando Antonio Conte ribadì con forza la propria volontà. Il tecnico leccese voleva Romelu Lukaku sopra ogni altro attaccante disponibile sul mercato.


Per Conte il belga rappresentava un elemento imprescindibile per costruire la nuova Inter e la società decise di seguirlo fino in fondo. Dopo settimane di trattative, rilanci e una vera battaglia di mercato contro la Juventus, i nerazzurri riuscirono finalmente ad accontentare il proprio allenatore investendo circa 74 milioni di euro più bonus per strappare Lukaku al Manchester United, una cifra record per la storia dell’Inter in quel momento.


L’8 agosto 2019 arrivò l’annuncio ufficiale e il progetto tecnico prese definitivamente forma attorno al centravanti belga.


È qui che cambia completamente la storia


Ed è proprio qui che il racconto di Leao perde una parte fondamentale. Perché, mentre oggi il portoghese racconta di aver detto no all’Inter, Piero Ausilio ha ricostruito gli eventi in maniera molto diversa.


Il dirigente nerazzurro ha dichiarato chiaramente ai microfoni di Libero: «Avevamo l’accordo con il Lille, poi non abbiamo portato avanti l’operazione. Con il ragazzo non siamo neanche arrivati a parlare in maniera troppo approfondita». Questa frase cambia completamente la prospettiva.


Se l’Inter non arrivò nemmeno a sviluppare dei contatti approfonditi con il calciatore, come può essersi verificato un rifiuto da parte del portoghese? È evidente che il club nerazzurro, una volta convinto di poter arrivare a Lukaku, decise semplicemente di interrompere il percorso che avrebbe potuto portare a Leao.


La trattativa si fermò prima della fase decisiva con il giocatore.


Il Milan entrò in scena solo dopo


Una volta che l’Inter si sfilò definitivamente dall’operazione, il Milan accelerò con decisione.


Paolo Maldini individuò in Rafael Leao uno dei volti della nuova ricostruzione rossonera e convinse il giocatore a sposare il progetto milanista. L’affare venne concluso per un’operazione complessiva vicina ai 50 milioni di euro considerando cartellino, bonus e oneri collegati, regalando al Milan quello che negli anni sarebbe diventato uno dei simboli della squadra.


Ma è importante sottolineare la successione temporale degli eventi: prima l’Inter rinunciò a proseguire la trattativa, poi il Milan affondò il colpo. Questo dettaglio fa tutta la differenza del mondo quando si prova a ricostruire quella vicenda senza lasciarsi trascinare dalle narrazioni successive.


Leao racconta la sua versione, ma i fatti raccontano qualcosa di diverso


Naturalmente ogni calciatore conserva un proprio ricordo delle trattative che lo hanno riguardato. È possibile che Leao abbia realmente espresso al proprio entourage alcune preferenze personali. È altrettanto possibile che fosse affascinato maggiormente dal progetto Milan e dalla chiamata di Paolo Maldini.


Tutto questo, però, non significa automaticamente che abbia rifiutato un’offerta concreta e definitiva dell’Inter. Anzi, le dichiarazioni di Ausilio sembrano andare esattamente nella direzione opposta.


Se il dialogo con il giocatore non arrivò mai fino alla fase decisiva, diventa difficile sostenere che vi sia stato un “no” formale da parte del portoghese. Più corretto dire che le strade si separarono prima ancora di arrivare a un vero bivio.


Alla fine l’Inter ha seguito il proprio progetto


Con il senno di poi è facile immaginare scenari alternativi. Leao è diventato uno dei giocatori simbolo del Milan, mentre Lukaku ha vissuto una prima esperienza straordinaria all’Inter, trascinando i nerazzurri fino allo scudetto del 2021 e diventando uno degli uomini più importanti della squadra di Conte.


In quel momento storico la scelta dell’Inter aveva una logica tecnica chiarissima: costruire una squadra attorno a un centravanti dominante, già pronto per vincere immediatamente. Leao rappresentava invece un investimento sul futuro, ancora da plasmare. Conte preferì le certezze all’esplosione potenziale e la società lo seguì fino in fondo.


La verità probabilmente sta nel mezzo


Le parole di Rafael Leao fanno inevitabilmente rumore perché toccano la rivalità più sentita del calcio milanese.


Tuttavia, se si mettono insieme tutti gli elementi disponibili, la conclusione appare meno netta di quanto il giocatore abbia lasciato intendere. Sì, l’Inter lo voleva davvero. Sì, aveva già trovato un accordo con il Lille. Ma fu anche l’Inter stessa a interrompere la trattativa per concentrare ogni energia sull’arrivo di Romelu Lukaku, il grande sogno di Antonio Conte. Solo successivamente il Milan ebbe strada libera per convincere il portoghese. Per questo motivo dire che Leao “rifiutò l’Inter” non racconta tutta la storia.


La realtà è molto più articolata e lascia aperto un interrogativo destinato probabilmente a non trovare mai una risposta definitiva: se l’Inter avesse deciso di chiudere davvero quell’operazione, siamo sicuri che Rafael Leao avrebbe detto di no? Dopo tutto ciò che è emerso negli anni, qualche dubbio continua inevitabilmente a rimanere.


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