Inter, Romero frena: il precedente Cancelo spiega perché arriva Stones

Aggiornamento: 4 ott
Le alte richieste economiche dell’argentino fanno pensare a un’attesa per il Barcellona, ma i nerazzurri si sono già cautelati

Il calciomercato non è fatto soltanto di valutazioni tecniche o economiche. Molto spesso è una partita di strategia, di tempismo e di capacità di prevedere le mosse degli avversari.
L’Inter lo sa bene, soprattutto dopo quanto accaduto negli ultimi mesi con alcune trattative che sembravano ormai indirizzate verso il lieto fine e che invece si sono improvvisamente complicate per la volontà dei calciatori di aspettare opportunità considerate più prestigiose.
Proprio per questo motivo la vicenda che riguarda Cristian Romero sembra essere stata affrontata con un approccio completamente diverso rispetto al passato. I dirigenti nerazzurri hanno individuato nel difensore argentino il grande obiettivo per rinforzare il reparto arretrato, ma allo stesso tempo hanno deciso di non farsi trovare impreparati nel caso in cui la trattativa dovesse prendere una piega inattesa.
È in quest’ottica che va letto il colpo John Stones a parametro zero (qui i dettagli), una mossa che rappresenta molto più di un semplice rinforzo: è la dimostrazione che l’Inter ha fatto tesoro delle esperienze recenti.
L’accordo con il Tottenham non sembra essere il vero problema
La situazione legata a Cristian Romero presenta infatti un aspetto molto interessante.
La sensazione che filtra, è che tra Inter e Tottenham non esista una distanza incolmabile sulla valutazione del cartellino. Certo, servirà lavorare ancora e trovare la formula definitiva dell’operazione, ma tutto lascia pensare che un punto d’incontro possa essere raggiunto senza particolari ostacoli.
Il vero nodo, almeno in questa fase, sembrerebbe essere un altro. Secondo diverse indiscrezioni, a rallentare la trattativa sarebbero infatti le richieste economiche avanzate dal giocatore e dal suo entourage. Ingaggio elevato e commissioni importanti rappresentano parametri che oggi l’Inter non è nelle condizioni di soddisfare, soprattutto mantenendo la linea di sostenibilità economica adottata negli ultimi anni.
Una posizione che inevitabilmente ha portato la società nerazzurra a riflettere e, soprattutto, a chiedersi se dietro queste richieste non ci sia una strategia ben precisa.
Il sogno Barcellona dietro il muro alzato dall’entourage?
La sensazione sempre più forte è infatti che Romero stia cercando di prendere tempo.
Non tanto per una questione economica in senso stretto, quanto perché la sua priorità sarebbe un’altra. Da tempo il Barcellona viene indicato come la destinazione preferita del difensore argentino e il club catalano, dal canto suo, apprezza moltissimo le qualità dell’ex Atalanta. Il problema è che, almeno oggi, i blaugrana non possono affondare il colpo. Prima dovranno infatti liberare spazio sia dal punto di vista economico sia numerico attraverso la cessione di un difensore.
Ecco perché chiedere cifre elevate all’Inter potrebbe rappresentare un modo per guadagnare tempo senza chiudere definitivamente la porta ai nerazzurri. Se nelle prossime settimane il Barcellona dovesse riuscire a sistemare i propri conti e completare una cessione in difesa, allora potrebbe inserirsi concretamente nella corsa a Romero. È uno scenario che in casa Inter viene inevitabilmente monitorato con grande attenzione.
Il precedente Cancelo è ancora troppo fresco
Ed è qui che torna inevitabilmente alla mente quanto accaduto durante il mercato di gennaio con João Cancelo. Dopo l’infortunio di Denzel Dumfries, l’Inter aveva individuato proprio nel portoghese il rinforzo ideale per completare la corsia destra.
I contatti con l’Al Hilal erano stati molto positivi e tra i due club era stata trovata rapidamente un’intesa sulla formula dell’operazione. Sembrava davvero che mancasse soltanto il via libera definitivo del giocatore. Quel via libera, però, non arrivò mai. Cancelo decise infatti di prendere tempo perché sperava nell’inserimento del Barcellona, club che rappresentava la sua destinazione preferita. Una scelta che, pochi giorni dopo, si rivelò corretta dal suo punto di vista, visto che i catalani riuscirono ad affondare il colpo e a portarlo in Liga.
L’Inter rimase così senza il rinforzo individuato, comprendendo quanto possa essere rischioso puntare tutto su un giocatore che, pur trattando con i nerazzurri, abbia la testa rivolta altrove.
Stones rappresenta una garanzia per il presente e per il futuro
Proprio per evitare di rivivere una situazione del genere, la dirigenza interista ha deciso di cautelarsi con largo anticipo.
L’arrivo di John Stones a parametro zero assume quindi un significato che va ben oltre il semplice valore tecnico del calciatore inglese. Da un lato garantisce esperienza internazionale, leadership e qualità nella costruzione del gioco. Dall’altro permette all’Inter di affrontare con maggiore serenità la trattativa per Romero.
I nerazzurri non sono più nella posizione di dover chiudere necessariamente l’operazione a qualsiasi costo. Se l’argentino dovesse continuare a prendere tempo oppure mantenere richieste economiche considerate fuori portata, la società avrebbe comunque già inserito un difensore di altissimo livello nella rosa di Cristian Chivu.
È una differenza sostanziale rispetto a quanto accaduto pochi mesi fa e dimostra come il club abbia imparato ad anticipare i possibili sviluppi del mercato.
Il tesoretto da 40 milioni apre un grande bivio
Naturalmente il dossier Romero rimane aperto e nei prossimi giorni saranno necessarie valutazioni molto importanti.
L’Inter dispone infatti di un tesoretto da circa 40 milioni di euro che potrebbe essere investito proprio sul centrale argentino qualora le richieste economiche dovessero rientrare entro parametri ritenuti sostenibili. Tuttavia esiste anche un’altra possibilità. Se Romero continuerà ad aspettare il Barcellona oppure non abbasserà le proprie pretese, allora quei soldi potrebbero essere destinati ad altri reparti che necessitano rinforzi.
L’esterno destro resta infatti una priorità, mentre anche il centrocampo potrebbe beneficiare di un innesto capace di aumentare il livello della rosa. Sono riflessioni che inevitabilmente accompagneranno il lavoro della dirigenza nelle prossime settimane e che potrebbero incidere profondamente sulla strategia finale del mercato estivo.
Pazienza sì, ma senza perdere il controllo
La forza dell’Inter, oggi, sembra proprio essere questa. A differenza del passato, la società non appare più disposta a rimanere ostaggio delle decisioni dei singoli giocatori.
Se Romero arriverà, dovrà farlo alle condizioni ritenute corrette dal club e con la convinzione di sposare pienamente il progetto nerazzurro. Se invece continuerà a guardare verso Barcellona, l’Inter avrà comunque la possibilità di voltare pagina senza ritrovarsi scoperta in un ruolo così delicato.
È una posizione di forza costruita attraverso programmazione, pianificazione e capacità di imparare dai propri errori. Qualità che negli ultimi anni sono diventate uno dei principali punti di forza della dirigenza interista.
Una lezione che può valere molto più di un acquisto
Il mercato è ancora lungo e tutto può cambiare da un momento all’altro.
Romero potrebbe decidere di abbassare le proprie richieste e scegliere davvero l’Inter, così come il Barcellona potrebbe riuscire a creare lo spazio necessario per inserirsi definitivamente nella corsa al difensore argentino.
Oggi, però, la vera notizia è un’altra. L’Inter non si è fatta trovare impreparata. Ha costruito un’alternativa credibile, ha evitato di dipendere esclusivamente dalla volontà di un singolo giocatore e si è messa nelle condizioni di scegliere, anziché subire gli eventi. È probabilmente questa la lezione più importante lasciata dalla vicenda Cancelo.
Gli errori, quando vengono riconosciuti e trasformati in esperienza, possono diventare un punto di forza. E in questo caso la sensazione è che il club nerazzurro abbia davvero fatto un passo avanti nella gestione del mercato, dimostrando maturità e lucidità. Se poi Romero dovesse comunque vestire la maglia dell’Inter, tanto meglio. Ma se così non fosse, questa volta i nerazzurri non si sono fatti trovare impreparati.







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