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Inter, perché non torni su Moussa Diaby?

Immagine del redattore: Samuele Vignati
Samuele Vignati
19 lug
Tempo di lettura: 5 min

Aggiornamento: 4 ott

In caso dovessero sfumare le prime scelte, il francese avrebbe le caratteristiche richieste da Chivu per la fascia destra



Il mercato insegna che spesso le migliori occasioni arrivano quando si ha la capacità di tornare su un obiettivo già studiato in passato.


Ecco perché, qualora l’Inter non riuscisse a chiudere per le proprie prime scelte sulla fascia destra, la dirigenza farebbe bene a riprendere in mano il dossier Moussa Diaby. Il francese classe 1999, oggi all’Al-Ittihad, rappresenta un profilo che, per caratteristiche tecniche, età e costi dell’operazione, continua a essere perfettamente in linea con le esigenze della squadra di Cristian Chivu.


Non stiamo parlando di una semplice suggestione estiva. Quella tra Inter e Diaby è una pista che, appena pochi mesi fa, è stata molto concreta. I nerazzurri avevano lavorato intensamente per portarlo a Milano durante il mercato di gennaio, arrivando persino a trovare un’intesa con il giocatore, prima che fosse l’Al-Ittihad a bloccare definitivamente la sua partenza, ritenendolo incedibile in assenza di un sostituto e non accettando la formula proposta dall’Inter.


Oggi, però, lo scenario potrebbe essere diverso. E soprattutto resta immutata una convinzione: Diaby possiede qualità che nella rosa nerazzurra, soprattutto nell’uno contro uno, sono difficili da trovare a un prezzo ragionevole.


Chivu cercava proprio un esterno con queste caratteristiche


Il dettaglio più interessante della trattativa di gennaio riguarda proprio Cristian Chivu. L’allenatore nerazzurro non si limitò ad approvare il nome del francese, ma volle parlare personalmente con lui.


Secondo quanto riportato da diverse fonti, Chivu effettuò una videochiamata con Diaby per illustrargli il progetto tecnico dell’Inter. L’obiettivo era capire non solo la disponibilità del giocatore a trasferirsi a Milano, ma anche la sua apertura a ricoprire un ruolo diverso rispetto a quello interpretato nella maggior parte della sua carriera: quello di esterno a tutta fascia nel 3-5-2. Durante il confronto, il tecnico gli spiegò come immaginava il suo utilizzo e gli chiese esplicitamente se se la sentisse di affrontare questa trasformazione tattica.


Un particolare che racconta molto. Se un allenatore arriva a confrontarsi direttamente con un giocatore per spiegargli il ruolo che avrebbe nella squadra, significa che dietro c’è uno studio approfondito e una convinzione tecnica precisa.


Un’ala offensiva che può cambiare il volto della fascia destra


Negli ultimi anni l’Inter ha costruito il proprio gioco sugli esterni, ma il profilo ricercato da Chivu sembra leggermente diverso rispetto al passato.


L’idea è quella di avere un giocatore più offensivo che difensivo, capace di puntare costantemente l’uomo, creare superiorità numerica e dare imprevedibilità all’azione. Un esterno che possa partire largo, ricevere in isolamento e costringere gli avversari al raddoppio.


Ed è proprio qui che emerge il nome di Moussa Diaby.


Il francese è sempre stato un’ala pura. Mancino naturale, ama partire da destra per rientrare sul piede forte, ma è perfettamente in grado di giocare anche sul lato opposto. La sua qualità principale è la velocità devastante nei primi metri, unita a un dribbling esplosivo che gli permette di superare con facilità l’avversario diretto.


Negli anni migliori al Bayer Leverkusen è stato uno degli esterni più devastanti della Bundesliga, mentre nella sua esperienza all’Aston Villa ha dimostrato di poter incidere anche nel calcio inglese, mettendo insieme prestazioni di alto livello, assist e gol contro avversari di assoluto valore.


Sono caratteristiche che l’Inter oggi possiede soltanto in parte.


L’uno contro uno che oggi manca ai nerazzurri


Uno dei limiti emersi nelle ultime stagioni nerazzurre è stata la difficoltà nel creare superiorità numerica individuale.


L’Inter è una squadra ricca di organizzazione, qualità tecnica e meccanismi consolidati, ma quando affronta difese molto chiuse spesso manca quel giocatore capace di rompere gli equilibri semplicemente saltando l’uomo.


Diaby, invece, vive di queste situazioni.


È uno di quei calciatori che ricevono palla con l’obiettivo di attaccare immediatamente il diretto avversario. Non aspetta il movimento del compagno, non cerca necessariamente il passaggio più semplice: punta il difensore, accelera e crea spazio.


Una qualità che nel calcio moderno vale tantissimo.


Per una squadra che spesso si trova ad affrontare blocchi difensivi bassi, avere un giocatore capace di vincere i duelli individuali può fare la differenza tanto quanto un grande centravanti.


La fase difensiva sarebbe una scommessa, ma non impossibile


Naturalmente esiste anche l’altra faccia della medaglia.


Diaby non nasce come quinto di centrocampo. La sua carriera si è sviluppata prevalentemente da ala offensiva e, inevitabilmente, avrebbe bisogno di un periodo di adattamento per assimilare i movimenti difensivi richiesti dal 3-5-2.


Le letture senza palla, le diagonali, il posizionamento in fase di non possesso e la gestione delle transizioni negative rappresenterebbero aspetti sui quali lavorare quotidianamente.


Ma è davvero una scommessa così rischiosa? Probabilmente no.


Negli ultimi anni diversi esterni offensivi hanno saputo reinventarsi come quinti di centrocampo grazie al lavoro degli allenatori. Quando un calciatore possiede velocità, disponibilità al sacrificio e qualità atletiche, l’aspetto tattico può essere migliorato con il tempo.


Ed è proprio questo il ragionamento che, con ogni probabilità, aveva portato Chivu a voler parlare direttamente con lui durante il mercato invernale.


Anche la voglia del giocatore rappresenta un segnale


C’è poi un elemento che non andrebbe sottovalutato.


Durante la trattativa di gennaio, Diaby fece il possibile per lasciare l’Arabia Saudita e approdare all’Inter. Il giocatore aveva dato il proprio assenso al trasferimento, convinto dal progetto nerazzurro e dalla possibilità di tornare protagonista nel calcio europeo. Alla fine, però, fu l’Al-Ittihad a chiudere definitivamente ogni possibilità di uscita, respingendo la formula proposta dai dirigenti interisti.


Questo significa che il francese conosce già il progetto tecnico, ha già parlato con l’allenatore e ha già manifestato la volontà di vestire la maglia nerazzurra.


Non sarebbe quindi una trattativa da costruire completamente da zero.


Età, esperienza e margini di crescita


Diaby è un classe 1999. Non è più un talento acerbo, ma nemmeno un giocatore nella fase calante della carriera. Ha accumulato esperienza internazionale tra Bundesliga, Premier League, Champions League e nazionale francese, mantenendo però ancora diversi anni davanti a sé ai massimi livelli.


Il trasferimento in Arabia Saudita non ha cancellato le sue qualità. Piuttosto, ha interrotto un percorso europeo che potrebbe tranquillamente riprendere.


Per un giocatore con il suo curriculum, 27 anni rappresentano probabilmente il momento migliore della maturazione calcistica.


Un investimento sostenibile per l’Inter


Anche sotto il profilo economico, l’operazione appare molto più accessibile rispetto ad altri profili.


Il suo valore oggi viene stimato intorno ai 25 milioni di euro, una cifra importante ma non proibitiva per un calciatore con il suo bagaglio tecnico e internazionale, soprattutto se confrontata con le valutazioni di altri esterni presenti sul mercato europeo.


L’Inter investirebbe su un giocatore ancora nel pieno della carriera, con margini di valorizzazione e caratteristiche piuttosto rare.


Inoltre, il precedente interesse del club e la volontà manifestata dal giocatore potrebbero facilitare una nuova trattativa.


Se saltano le prime scelte, Diaby è una soluzione da non scartare


Il mercato è imprevedibile e spesso costringe i dirigenti a cambiare strategia.


Se le prime opzioni per la fascia destra dovessero sfumare, l’Inter non dovrebbe cercare necessariamente un nome nuovo. Potrebbe semplicemente tornare su un obiettivo che aveva già convinto tutti pochi mesi fa.


Moussa Diaby possiede la velocità, il dribbling, l’esplosività e la qualità tecnica che Chivu sembra ricercare per dare una dimensione diversa alla corsia destra. Certo, servirà lavoro per trasformarlo in un esterno completo nel 3-5-2, soprattutto nella fase difensiva, ma il potenziale guadagno tecnico appare superiore ai rischi dell’operazione.


A volte il mercato offre seconde occasioni che meritano di essere colte. L’Inter aveva individuato Diaby già a gennaio, aveva convinto il giocatore e aveva costruito un progetto tattico su misura per lui. Se le piste principali dovessero chiudersi, sarebbe un errore archiviare definitivamente quel dossier.


Perché tra qualità tecniche, età, voglia di rilanciarsi in Europa, costo sostenibile e perfetta compatibilità con le idee offensive di Chivu, Moussa Diaby potrebbe rappresentare una delle migliori opportunità disponibili sul mercato per rapporto qualità-prezzo. E, soprattutto, potrebbe restituire all’Inter quella capacità di saltare l’uomo e creare superiorità numerica che troppo spesso è mancata nelle ultime stagioni.


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