top of page

HOME            EDITORIALI           CALCIOMERCATO           ESCLUSIVE            STORIA

Inter, per il centrocampo meglio Curtis Jones o il ritorno di Kovacic?

Immagine del redattore: Samuele Vignati
Samuele Vignati
15 lug
Tempo di lettura: 6 min

Aggiornamento: 4 ott

Il croato rappresenta un’occasione di mercato a basso costo, mentre l’inglese è il grande investimento per gli anni a venire



Ci sono nomi che, per una società calcistica, non smettono mai davvero di tornare d’attualità. Basta una dichiarazione, una voce di mercato o una semplice apertura per riaccendere immediatamente il dibattito.


È il caso di Mateo Kovacic, centrocampista croato che ha vestito la maglia dell’Inter dal 2013 al 2015 e che nelle ultime settimane è stato nuovamente accostato ai nerazzurri. Un accostamento che non nasce dal nulla, ma che ha trovato nuova linfa anche dopo l’intervento di Piero Ausilio nel podcast “Supernova” di Alessandro Cattelan, dove il direttore sportivo interista ha ripercorso diversi momenti della sua esperienza in nerazzurro e ha inevitabilmente riportato alla mente alcuni dei talenti più importanti passati da Appiano Gentile negli ultimi anni.


Kovacic appartiene a quella categoria di giocatori che, pur avendo lasciato Milano da tempo, non hanno mai smesso di essere associati all’Inter. Il suo talento cristallino, mostrato già in giovane età, aveva conquistato i tifosi nerazzurri, che ancora oggi ricordano le sue accelerazioni palla al piede, la sua eleganza tecnica e la sua capacità di uscire dalla pressione avversaria come pochi altri centrocampisti europei.


Oggi, a distanza di oltre dieci anni dal suo arrivo in Italia, il suo nome torna nuovamente sul tavolo delle discussioni. Ma la vera domanda non è tanto se Kovacic possa fare comodo all’Inter. La questione è un’altra: conviene puntare sul ritorno del croato oppure investire con decisione su Curtis Jones, il principale obiettivo individuato dalla dirigenza per il centrocampo già dalla scorsa sessione invernale?


Curtis Jones rappresenta il futuro


Partiamo dal profilo che più intriga per prospettiva. Curtis Jones è un classe 2001, ha ancora ampi margini di crescita e possiede caratteristiche che si sposano bene con il calcio moderno. Dinamico, tecnico, capace di giocare in più posizioni del centrocampo, il talento del Liverpool rappresenterebbe un investimento importante non soltanto per il presente, ma soprattutto per il futuro.


Acquistare Jones significherebbe mettere le mani su un giocatore che potrebbe restare all’Inter per molti anni, diventando progressivamente uno dei punti di riferimento della squadra. A differenza di Kovacic, che inevitabilmente si trova nella fase finale della sua carriera ad alto livello, l’inglese ha davanti ancora gran parte del proprio percorso calcistico.


Dal punto di vista puramente tecnico, Jones offre anche una certa modernità nelle interpretazioni del ruolo. Ha intensità, capacità di inserimento e una struttura fisica che gli consente di reggere il confronto in campionati particolarmente competitivi. In teoria, dunque, sarebbe lui la scelta più affascinante per chi guarda al medio-lungo periodo.


Eppure il mercato non è fatto soltanto di qualità tecniche e prospettive. Esiste anche una componente economica che spesso determina il successo o il fallimento di una strategia.


Il prezzo cambia completamente la prospettiva


Ed è proprio qui che il discorso cambia radicalmente.


Il Liverpool continua infatti a valutare Curtis Jones circa 40 milioni di euro, una cifra estremamente elevata soprattutto considerando che il contratto del centrocampista andrà in scadenza nel 2027. Una valutazione che i Reds, almeno finora, non sembrano intenzionati a rivedere.


Quaranta milioni rappresentano una somma importante per qualsiasi club europeo, ma assumono un peso ancora maggiore se si considera la situazione dell’Inter. La società nerazzurra non dispone di risorse illimitate e ogni investimento deve essere attentamente ponderato.


Spendere una cifra simile significa inevitabilmente rinunciare ad altre operazioni. Significa destinare una fetta enorme del budget a un reparto che, almeno sulla carta, non appare oggi quello maggiormente bisognoso di rinforzi.


È proprio questo l’aspetto che rende la trattativa per Jones molto più complessa di quanto possa sembrare osservando esclusivamente il valore del giocatore.


Kovacic come opportunità di mercato


Dall’altra parte troviamo Mateo Kovacic.


Il croato è un classe 1994, ha quindi sette anni in più rispetto a Jones, ma continua a possedere qualità tecniche e tattiche di assoluto livello. Non rappresenta certamente una soluzione per il prossimo decennio, ma potrebbe garantire tranquillamente altre due o tre stagioni ad altissimo rendimento.


La differenza principale, però, è economica.


Anche Kovacic è legato da un contratto che scade nel 2027, ma il suo costo sarebbe completamente differente. Le valutazioni parlano infatti di una cifra attorno ai 10 milioni di euro, praticamente un quarto rispetto alla richiesta del Liverpool per Jones.


Dieci milioni per un giocatore con la sua esperienza internazionale, con un passato tra Inter, Real Madrid, Chelsea e Manchester City, rappresentano un investimento decisamente più sostenibile.


Non si tratterebbe di acquistare una scommessa, ma un giocatore già formato, già abituato a vincere e già perfettamente consapevole di cosa significhi indossare la maglia dell’Inter.


Un centrocampo già pieno di qualità


Per capire quale scelta sia realmente più sensata bisogna però osservare la situazione attuale della rosa nerazzurra.


L’Inter può già contare su Nicolò Barella, Hakan Calhanoglu, Piotr Zielinski, Petar Sucic, Aleksandar Stankovic e Henrikh Mkhitaryan. Un reparto che, numericamente e qualitativamente, appare già molto vicino alla completezza.


Barella rappresenta il leader tecnico e caratteriale del centrocampo. Calhanoglu è il regista che detta i tempi della manovra. Zielinski garantisce qualità e versatilità. Sucic è uno dei prospetti più interessanti su cui il club ha deciso di investire. Stankovic rappresenta una risorsa giovane da valorizzare, mentre Mkhitaryan continua a offrire esperienza e intelligenza tattica.


In questo contesto, viene spontaneo chiedersi quale sarebbe il reale impatto di Curtis Jones.


Sarebbe certamente un’aggiunta di valore, ma cambierebbe davvero gli equilibri della squadra al punto da giustificare un investimento da 40 milioni di euro con un contratto in scadenza nel 2027?


La risposta, almeno oggi, appare meno scontata di quanto qualcuno possa pensare.


L’importanza del rapporto qualità-prezzo


Nel calcio moderno non basta acquistare il giocatore più forte. Bisogna acquistare il giocatore giusto al prezzo giusto.


Jones è probabilmente il profilo più interessante in prospettiva. Su questo ci sono pochi dubbi. Ma esiste una differenza enorme tra riconoscere il valore di un calciatore e ritenere corretto il prezzo richiesto per acquistarlo.


Quaranta milioni di euro per un centrocampista in scadenza nel 2027 rappresentano una cifra che rischia di alterare l’intera pianificazione del mercato interista.


Se il centrocampo fosse un reparto incompleto, se mancassero titolari o alternative credibili, allora un sacrificio economico del genere potrebbe avere una logica. Lo stesso discorso varrebbe nel caso di una cessione eccellente nelle prossime settimane.


Ma allo stato attuale delle cose, il quadro è diverso. L’Inter non sembra avere un’emergenza a centrocampo. Ha piuttosto la necessità di distribuire le proprie risorse con equilibrio, rafforzando eventualmente anche altri settori della rosa.


L’esperienza di Kovacic può essere un valore aggiunto


Kovacic, sotto questo aspetto, rappresenta una soluzione estremamente razionale.


Conosce l’ambiente, conosce la pressione che accompagna la maglia nerazzurra e possiede un bagaglio internazionale enorme. Nel corso della sua carriera ha giocato e vinto ai massimi livelli, accumulando esperienza in alcuni dei club più prestigiosi del mondo.


A differenza di Jones, non richiederebbe un lungo periodo di adattamento. Arriverebbe immediatamente pronto per essere inserito nelle rotazioni e potrebbe offrire un contributo significativo fin dal primo giorno.


Inoltre, il costo contenuto dell’operazione consentirebbe alla società di mantenere margini di manovra per intervenire anche in altri reparti.


Ed è proprio questo il punto centrale della questione.


La scelta più logica per l’Inter di oggi


Quando si analizza un mercato bisogna sempre distinguere tra ciò che è affascinante e ciò che è conveniente.


Curtis Jones è senza dubbio il profilo più intrigante. È giovane, ha qualità importanti e potrebbe rappresentare il futuro del centrocampo interista. Tuttavia, il prezzo richiesto dal Liverpool appare sproporzionato rispetto alle necessità attuali della squadra.


Kovacic, invece, non porta con sé la stessa prospettiva a lungo termine, ma offre qualcosa che oggi potrebbe risultare persino più prezioso: affidabilità immediata, esperienza internazionale e sostenibilità economica.


In un mercato dove ogni euro deve essere investito con attenzione, spendere circa 10 milioni per un giocatore che può garantire ancora due o tre stagioni di alto livello sembra una scelta molto più equilibrata rispetto all’esborso da 40 milioni necessario per arrivare a Jones.


Conclusione: meglio il ritorno del croato


Alla fine tutto dipende dagli obiettivi che l’Inter si pone per questa stagione e per le prossime. Se l’idea fosse quella di rifondare il centrocampo e costruire un nuovo ciclo, allora Jones potrebbe rappresentare una soluzione affascinante. Ma questa non sembra essere la situazione attuale dei nerazzurri.


Il reparto centrale della squadra è già ricco di qualità, esperienza e alternative. Per questo motivo investire 40 milioni di euro su un singolo centrocampista appare un lusso difficilmente giustificabile.


Molto più sensato sarebbe cogliere l’opportunità rappresentata da Mateo Kovacic. Un giocatore che conosce l’Inter, che può ancora fare la differenza ad alti livelli e che arriverebbe a un costo decisamente contenuto.


Per questo, guardando alla rosa attuale e alle priorità del mercato nerazzurro, la soluzione più conveniente sembra essere proprio il ritorno del croato: un usato sicuro a prezzo ridotto, capace di garantire qualità immediata e, soprattutto, di lasciare risorse economiche preziose da investire nei ruoli che oggi necessitano maggiormente di essere rinforzati. In altre parole, meno fascino progettuale rispetto a Jones, ma molta più logica gestionale. E nel calcio moderno, spesso, sono proprio le scelte più logiche a rivelarsi quelle vincenti.


Commenti


  • Instagram
  • Tic toc
  • Youtube

 LEGGI ANCHE  

bottom of page