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Inter-Juventus, la caccia all’alibi degli avversari

  • Immagine del redattore: Samuele Vignati
    Samuele Vignati
  • 17 feb
  • Tempo di lettura: 2 min

Da mesi si aspetta “l’episodio pro Inter”: una narrazione pronta all’uso in caso di stagione senza trofei



La partita tra Inter e Juventus ha detto una cosa chiara: i nerazzurri non arretrano di un millimetro. E quando il campo sorride all’Inter, puntualmente si accende il dibattito fuori dal campo. Stavolta al centro delle discussioni c’è l’episodio tra Bastoni e Kalulu.


Errore sì, processo no: onestà prima di tutto

Partiamo da un punto fermo: Bastoni ha sbagliato a simulare e ha sbagliato ad esultare per quell’episodio. È giusto dirlo con onestà. I giocatori dell’Inter non sono intoccabili e quando c’è un errore lo si può riconoscere senza drammi. Fa parte del calcio, delle sue tensioni e delle sue letture in una frazione di secondo.


Il polverone costruito ad arte

Quello che non si può accettare è il polverone costruito attorno a un singolo episodio. Non fatevi portare a spasso dalle altre tifoserie che oggi gridano allo scandalo. C’è chi è terrorizzato dall’idea di chiudere la stagione senza trofei e prepara il terreno: trasformare un contatto di gioco in un caso nazionale può diventare un comodo paracadute per giustificare eventuali fallimenti.


La caccia all’alibi dura da mesi

Sono mesi che qualcuno aspetta “l’episodio a favore dell’Inter” per potersi autoassolvere. Per potersi raccontare che, se non arriveranno vittorie, non sarà per limiti propri ma per presunti aiuti altrui. Il copione è sempre lo stesso: si fa la morale, si invocano principi, si parla di sportività. Ma la realtà è molto più semplice e meno nobile.


Il fastidio per un’Inter che non si ferma

Dà fastidio che l’Inter non abbia perso punti contro la Juventus. Dà fastidio la solidità mentale di una squadra che continua a correre, lottare e rimanere in alto. E allora la frustrazione si riversa su Bastoni e sull’Inter in generale, trasformando un errore individuale in un processo collettivo.


Memorie selettive e lezioni poco credibili

Le lezioni di sportività, però, risultano poco credibili se arrivano da chi in passato ha beneficiato di episodi quantomeno discutibili. Sentire certe prediche da Chiellini fa sorridere, così come dimenticare simulazioni celebri come quelle di Gimenez in Milan-Fiorentina e Vergara in Genoa-Napoli o episodi come quello di Pavlovic che rovina il dischetto prima del rigore sbagliato da Stanciu in Milan-Genoa, con l’esultanza provocatoria di Tomori in faccia al giocatore rossoblù. La memoria, a volte, è selettiva.


L’Inter risponde con i fatti, non con le polemiche

L’Inter non cerca alibi e non vive di polemiche. Se c’è un errore, lo si riconosce e si va avanti. Perché le stagioni si decidono sulla continuità, sulla qualità del gioco, sulla forza del gruppo. E su questo terreno, oggi, i nerazzurri parlano con i fatti. Il resto è rumore. E quando il rumore aumenta, spesso è solo il segnale che l’Inter sta facendo paura.


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