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Dybala e l’Inter, il destino ha sempre detto no: la storia delle trattative sfumate

Immagine del redattore: Samuele Vignati
Samuele Vignati
23 lug
Tempo di lettura: 6 min

Aggiornamento: 4 ott

Dal Palermo alla Juventus, fino alla Roma: perché la Joya non ha mai vestito la maglia nerazzurra nonostante i tanti tentativi del club



Ci sono storie di mercato che si consumano nell’arco di pochi giorni e vengono dimenticate nel giro di un’estate. E poi ce ne sono altre che, stagione dopo stagione, tornano a riaffiorare, riaccendono i sogni dei tifosi e lasciano inevitabilmente quel retrogusto amaro di un’occasione che avrebbe potuto trasformarsi in qualcosa di importante. Quella tra Paulo Dybala e l’Inter appartiene senza dubbio a queste storie.


Per oltre dieci anni il nome dell’argentino è stato accostato ai colori nerazzurri in più occasioni. Alcune semplici indiscrezioni, altre trattative concrete, altre ancora vicinissime alla fumata bianca. Eppure, per un motivo o per un altro, il matrimonio non si è mai celebrato. Un destino beffardo che ha impedito a uno dei talenti più raffinati del calcio argentino di vestire quella maglia che lui stesso, da ragazzino, aveva definito un sogno.


Dal primo interesse quando giocava ancora nell’Instituto de Córdoba, passando per il duello di mercato del 2015 fino all’incredibile estate del 2022, quando sembrava davvero tutto fatto, quella tra Dybala e l’Inter è una storia fatta di occasioni mancate, sliding doors e rimpianti destinati a rimanere tali.


Il primo sogno: quando Dybala era all’Instituto e l’Inter bussò davvero alla porta


La prima volta risale al 2012. Paulo Dybala aveva appena diciotto anni e stava incantando tutti con la maglia dell’Instituto de Córdoba. In Argentina era già considerato uno dei prospetti più interessanti del continente e le grandi squadre europee iniziarono rapidamente a seguirlo.


Tra queste c’era anche l’Inter.


I dirigenti nerazzurri monitoravano con grande attenzione il giovane attaccante argentino e la trattativa entrò realmente nel vivo. Per settimane sembrò che Milano potesse essere la prima tappa europea della carriera della Joya, con l’Instituto disposto ad ascoltare le offerte provenienti dall’Italia.


Fu proprio in quel periodo che Dybala pronunciò ai microfoni di FcInterNews.it parole destinate a far innamorare i tifosi interisti.


“È qualcosa di straordinario, provo emozione ed orgoglio. Hanno dimostrato di volermi assolutamente e sono uno dei club più importanti del mondo. L’Inter è un sogno reale, lavoro giorno dopo giorno per migliorare e così che tutti i sogni che conservo dentro di me possano avverarsi. L’Inter è uno di questi. Con quale numero all’Inter? Mi piace la numero 10.”


Parole spontanee, sincere, pronunciate da un ragazzo che vedeva nell’Inter il traguardo più importante della propria giovane carriera. Non erano dichiarazioni di circostanza: Dybala non nascose mai il proprio entusiasmo per l’interesse del club nerazzurro, confermando pubblicamente di essere felice di sapere che una società di quel livello stesse pensando a lui.


Alla fine, però, il trasferimento non si concretizzò.


Tra questioni legate ai diritti economici del cartellino, valutazioni societarie e l’inserimento deciso del Palermo, la trattativa prese una direzione diversa. Maurizio Zamparini anticipò la concorrenza e nell’estate del 2012 riuscì a portare Dybala in Sicilia.


Fu il primo grande incrocio mancato tra la Joya e l’Inter.


Il Palermo come trampolino e l’esplosione definitiva


A Palermo Dybala dimostrò immediatamente di possedere qualità fuori dal comune. Dopo un primo periodo di adattamento, stagione dopo stagione il talento argentino esplose definitivamente.


Tecnica sopraffina, sinistro educatissimo, fantasia e capacità di decidere le partite lo trasformarono rapidamente in uno dei migliori giocatori della Serie A.


I grandi club tornarono inevitabilmente alla carica. E tra questi, ancora una volta, c’era anche l’Inter.


Estate 2015: l’Inter ci prova, ma la Juventus anticipa tutti


Tre anni dopo il primo tentativo, la storia sembrava pronta a ripetersi.


L’Inter seguiva Dybala con enorme interesse e Roberto Mancini vedeva nell’argentino il profilo ideale per rilanciare il nuovo progetto tecnico nerazzurro. Anche il Milan si inserì nella corsa, trasformando il futuro del talento argentino in uno dei temi più caldi del mercato italiano.


Il problema, però, aveva un nome e un cognome: Beppe Marotta.


All’epoca amministratore delegato della Juventus, fu proprio lui a muoversi con maggiore decisione. I bianconeri riuscirono a trovare rapidamente l’intesa economica con il Palermo, anticipando definitivamente tutte le concorrenti.


L’Inter rimase così spettatrice e quella che poteva diventare una delle stelle del futuro nerazzurro finì invece per vestire la maglia della rivale storica. Una beffa doppia.


Perché negli anni successivi Dybala sarebbe diventato uno dei simboli della Juventus, collezionando gol, assist, trofei e prestazioni di altissimo livello proprio contro quella squadra che anni prima aveva provato a portarlo a Milano.


Il tentativo del 2019: lo scambio con Icardi che accese il mercato


Nell’estate del 2019 i nerazzurri lavoravano all’uscita di Mauro Icardi, ormai fuori dal progetto tecnico dopo la revoca della fascia da capitano e il deterioramento dei rapporti con il club.


In quei mesi prese quota l’ipotesi di uno scambio clamoroso tra Inter e Juventus che avrebbe portato Dybala a Milano e Icardi a Torino. L’operazione fu oggetto di numerose indiscrezioni e venne alimentata anche dalle dichiarazioni di Beppe Marotta, che pur definendo inizialmente lo scambio “utopistico” non escluse che il mercato potesse riservare sorprese, riconoscendo pubblicamente il grande valore dell’argentino.


Per alcune settimane lo scenario rimase sul tavolo, ma non si trasformò mai in una vera trattativa conclusiva. Le valutazioni economiche, le differenti strategie dei due club e la complessità di un’operazione tra storiche rivali impedirono di trovare un’intesa. Alla fine l’Inter scelse di seguire altre strade, mentre Icardi si trasferì in prestito al Paris Saint-Germain e Dybala rimase alla Juventus.


Anche quella del 2019 finì così per aggiungersi alla lunga lista delle occasioni mancate, alimentando ulteriormente il legame mai concretizzato tra la Joya e i colori nerazzurri.


Un avversario sempre rispettato anche dai tifosi interisti


Eppure, nonostante indossasse la maglia della Juventus, Dybala non è mai stato uno dei giocatori maggiormente contestati dal popolo interista.


Le sue qualità tecniche erano sotto gli occhi di tutti. La sua eleganza nel giocare, la capacità di inventare calcio e il talento naturale gli hanno sempre garantito il rispetto anche da parte dei tifosi nerazzurri, che spesso immaginavano quanto avrebbe potuto fare accanto ai tanti argentini passati dall’Inter.


Quel pensiero, rimasto soltanto una fantasia per anni, sembrò però trasformarsi in realtà nel 2022.


Il grande sogno del 2022: stavolta sembrava davvero fatta


L’estate del 2022 resta probabilmente il capitolo più doloroso di tutta questa storia.


Terminata la lunga esperienza alla Juventus, Dybala si liberò a parametro zero e per l’Inter sembrava l’occasione perfetta.


Marotta conosceva benissimo il giocatore, lo aveva portato lui stesso a Torino sette anni prima e riteneva che fosse un’opportunità di mercato irripetibile.


I contatti iniziarono immediatamente. L’agente Jorge Antun fu visto nella sede dell’Inter per discutere i dettagli dell’operazione, confermando che la trattativa fosse assolutamente concreta e ben avviata.


Anche pubblicamente arrivarono conferme importanti: il 30 maggio 2022 Beppe Marotta pronunciò parole che fecero letteralmente esplodere l’entusiasmo del popolo nerazzurro.


“Non so dove giocherà l’anno prossimo. Nel nostro mondo esistono le bugie bianche… la speranza è che possa giocare con noi.”


Mai, fino a quel momento, un dirigente dell’Inter si era esposto in maniera così netta su un obiettivo di mercato, sembrava soltanto questione di tempo.


Lo striscione di San Siro: “Paulo ti aspettiamo, amala”


L’entusiasmo dei tifosi raggiunse il culmine nel maggio del 2022.


Durante l’Integration Heroes Match disputato a San Siro, manifestazione benefica alla quale partecipò anche Paulo Dybala, dagli spalti comparve uno striscione che raccontava perfettamente il sentimento della tifoseria interista.


“Paulo ti aspettiamo, amala.” Poche parole, ma dal significato enorme. Era la dimostrazione che il popolo nerazzurro aveva ormai adottato la Joya ancor prima della firma sul contratto.


Raramente un giocatore non ancora acquistato aveva ricevuto un’accoglienza tanto calorosa, sembrava il preludio all’annuncio ufficiale.


Poi cambiò tutto


Nel calcio, però, basta pochissimo perché uno scenario si ribalti completamente.


L’Inter, impegnata anche nell’operazione che avrebbe riportato Romelu Lukaku a Milano e costretta a fare i conti con gli equilibri economici della rosa, iniziò a rallentare e le priorità cambiarono.


Le uscite necessarie non arrivarono nei tempi previsti, la società decise di congelare l’investimento su Dybala e da quel momento la trattativa perse improvvisamente forza.


Le settimane passarono senza la tanto attesa fumata bianca, mentre altre società iniziarono ad inserirsi.


Tra queste la Roma, che approfittò dell’indecisione nerazzurra. José Mourinho convinse il giocatore e i giallorossi riuscirono a chiudere un’operazione che fino a poche settimane prima sembrava destinata all’Inter.


Per molti tifosi nerazzurri fu una delle più grandi delusioni di quel mercato.


Un destino che non ha mai voluto far incontrare le due strade


Guardando oggi l’intera vicenda viene quasi da pensare che fosse semplicemente destino. Tre occasioni vere, tre momenti storici differenti, tre trattative concrete.


La prima quando era ancora un ragazzo dell’Instituto e sognava apertamente l’Inter, la seconda dopo l’esplosione di Palermo, quando la Juventus fu più veloce di tutti e la terza, forse la più clamorosa, nel 2022, quando sembrava davvero tutto apparecchiato per il suo arrivo a Milano e invece l’affare sfumò all’ultimo momento. Ogni volta è mancato sempre qualcosa.


E così Paulo Dybala è rimasto uno di quei grandi “what if” della storia recente dell’Inter. Un giocatore che la tifoseria nerazzurra ha sempre ammirato per il suo immenso talento, anche quando indossava la maglia della Juventus. Forse proprio per questo la sua storia con l’Inter continua ad affascinare ancora oggi: perché è stata una storia fatta di sogni concreti, promesse mai mantenute e occasioni sfumate sul più bello.


Alla fine, il ragazzo che a diciotto anni confessava che l’Inter fosse “un sogno reale” non è mai riuscito a trasformare quel desiderio in realtà. E i tifosi nerazzurri non hanno mai potuto vedere la Joya con quella maglia che, per ben tre volte, è sembrata davvero a un passo dall’indossare.

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