Curtis Jones, la prestazione contro l’Udinese è molto più importante di quanto sembri

Aggiornamento: 3 ott
Il centrocampista dell’Inter ha gestito ogni pallone con lucidità e precisione: i numeri raccontano di un impatto tutt’altro che marginale

Nel 5-3 dell’Inter contro l’Udinese ci sono state tante situazioni che hanno attirato l’attenzione, dai gol alle difficoltà difensive, passando per una produzione offensiva nerazzurra capace di trovare per cinque volte la via della rete.
Eppure, all’interno di una partita così ricca di episodi, c’è una prestazione che rischia di essere sottovalutata se ci si limita alla percezione immediata del match: quella di Curtis Jones. Il centrocampista inglese, entrato a gara in corso, ha avuto un impatto molto più importante di quanto si possa immaginare guardando soltanto gli highlights o concentrandosi sulle azioni da gol.
La sua partita racconta infatti una qualità tecnica estremamente evidente, soprattutto nella gestione del pallone e nella capacità di dare continuità alla manovra.
Jones entra e dà ordine alla manovra
Il primo aspetto da sottolineare è proprio il modo in cui Jones ha interpretato i minuti a disposizione. L’inglese non ha avuto bisogno di forzare le giocate o di cercare continuamente la soluzione spettacolare per lasciare il segno.
Al contrario, ha fatto una cosa apparentemente semplice ma estremamente difficile nel calcio di alto livello: ha gestito praticamente ogni pallone con lucidità. Il suo ingresso ha permesso all’Inter di avere un giocatore capace di ricevere, orientarsi e scegliere rapidamente la soluzione più utile, mantenendo il possesso senza trasformarlo in un esercizio sterile.
È qui che emerge una caratteristica importante del suo calcio: Jones non ha bisogno di strafare per essere coinvolto nella partita. La sua qualità si manifesta anche attraverso la pulizia delle giocate e la capacità di dare una direzione precisa alla manovra.
La giocata che porta al 4-2 di Pio Esposito
Un esempio concreto arriva nell’azione che conduce al 4-2 firmato da Pio Esposito. Jones è parte importante dello sviluppo dell’azione e, soprattutto, la conduce con la calma necessaria per non perdere il controllo della situazione.
Il centrocampista inglese riceve e non cerca una giocata complicata soltanto per accelerare l’azione: ragiona, accompagna lo sviluppo e scarica il pallone verso Zielinski. È una scelta che permette alla manovra di proseguire nella maniera corretta, con il polacco che poi serve Pio Esposito per la conclusione vincente.
In una sequenza del genere il valore di Jones non si trova necessariamente nell’ultimo passaggio, ma nella qualità della decisione precedente. È proprio questa capacità di leggere l’azione e scegliere il momento giusto per liberarsi del pallone che rende il suo ingresso molto più significativo rispetto a quanto possa sembrare.
39 passaggi riusciti su 39: un dato impressionante
Poi arrivano i numeri, che rendono ancora più evidente ciò che si è visto sul terreno di gioco. Curtis Jones ha completato 39 passaggi su 39, facendo registrare una precisione del 100%.
Non si tratta semplicemente di un dato positivo: significa che ogni singolo passaggio tentato dal centrocampista inglese è arrivato a destinazione. In una partita di Serie A, con ritmi, pressione e situazioni di gioco differenti, mantenere una percentuale simile rappresenta un’indicazione molto forte sulla pulizia tecnica della sua prestazione.
Ma il dato diventa ancora più interessante quando viene suddiviso in base alla zona del campo nella quale sono stati effettuati i passaggi.
Nella metà campo dell’Udinese la precisione resta del 100%
Jones ha infatti completato 22 passaggi su 22 nella metà campo avversaria. Anche in questo caso la percentuale è del 100%. Ed è probabilmente questo il numero che più di tutti aiuta a comprendere la qualità dell’impatto avuto dall’inglese.
Non stiamo parlando esclusivamente di passaggi effettuati in zone arretrate, dove spesso esistono maggiori possibilità di giocare senza una pressione immediata. Jones ha mantenuto la stessa precisione anche quando ha giocato nella metà campo dell’Udinese, dove gli spazi tendono a ridursi e le linee avversarie diventano più compatte.
Il dato racconta quindi non soltanto accuratezza, ma anche affidabilità tecnica quando il pallone deve essere gestito in zone più delicate del campo. Ricevere e giocare con precisione nella metà campo avversaria significa essere in grado di contribuire concretamente alla costruzione delle azioni offensive senza aumentare inutilmente il rischio di perdere il possesso.
Perfetto anche nella propria metà campo
Gli altri 17 passaggi completati nella propria metà campo sono arrivati anch’essi a destinazione: 17 su 17, ancora una volta con il 100% di precisione. La suddivisione 22/22 nella metà campo avversaria e 17/17 in quella propria rende ancora più particolare il dato complessivo.
Jones è stato preciso indipendentemente dalla zona nella quale si è trovato a giocare. È un elemento importante perché evidenzia la completezza della sua gestione del pallone.
L’inglese non ha avuto una sola modalità di partecipazione alla manovra: ha saputo contribuire sia alla costruzione più bassa sia allo sviluppo nella metà campo offensiva, mantenendo sempre lo stesso livello di accuratezza.
Anche i lanci lunghi sono perfetti
E non è finita qui. Jones ha completato anche 2 lanci lunghi precisi su 2, con una percentuale del 100%. È un dettaglio che aggiunge un ulteriore elemento alla lettura della sua prestazione.
La qualità tecnica non si è manifestata soltanto nei passaggi corti e nella gestione ravvicinata del possesso, ma anche nella capacità di cambiare il punto dell’azione attraverso la giocata lunga.
Il quadro complessivo è quindi estremamente chiaro: 39 passaggi riusciti su 39, 22 su 22 nella metà campo avversaria, 17 su 17 nella propria metà campo e 2 lanci lunghi precisi su 2. Numeri che descrivono una prestazione nella quale Jones non ha sbagliato un singolo passaggio tra quelli registrati.
La qualità non è in discussione
Ed è proprio qui che si arriva al punto centrale. Si può discutere di Curtis Jones sotto diversi aspetti: del suo adattamento al calcio italiano, del ruolo nel sistema dell’Inter, della continuità che dovrà trovare nel corso della stagione, della capacità di incidere anche attraverso gol e assist o della concorrenza presente nel centrocampo nerazzurro.
Ma c’è una cosa sulla quale la partita contro l’Udinese offre un’indicazione difficilmente contestabile: la qualità tecnica c’è, ed è anche abbondante. Il centrocampista inglese ha dimostrato di possedere una pulizia di calcio che gli permette di giocare senza paura anche quando la partita richiede precisione e lucidità.
Il dato del 100% nei passaggi non deve essere considerato isolatamente, ma inserito all’interno di ciò che ha prodotto sul campo: gestione ragionata dell’azione, partecipazione allo sviluppo del 4-2 di Pio Esposito, precisione nella metà campo avversaria e capacità di mantenere il controllo del pallone anche nelle situazioni più delicate.
Un ingresso che lascia un segnale importante
Forse è proprio questo il modo migliore per leggere la prestazione di Curtis Jones contro l’Udinese. Non soltanto attraverso ciò che ha fatto nell’azione del gol di Pio Esposito, ma attraverso il modo in cui ha giocato praticamente ogni pallone entrato nei suoi piedi.
L’inglese ha trasformato il suo ingresso in una dimostrazione di affidabilità tecnica, mostrando una caratteristica che per l’Inter può diventare particolarmente preziosa nel corso della stagione: la capacità di entrare nella partita senza perdere qualità e senza aver bisogno di forzare le giocate per risultare importante.
Curtis Jones può ancora avere molto da dimostrare e dovrà costruire la propria continuità, ma contro l’Udinese ha mostrato qualcosa di estremamente concreto. Si può dire praticamente tutto su di lui, ma una cosa no: che non abbia qualità. Quella ce l’ha. E, almeno in questa occasione, l’ha messa in campo con una precisione quasi totale.







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